Migranti in Albania, la Corte d’appello di Roma: «Dubbi sulla legittimità del protocollo Italia-Tirana»
Lo sottolineano i giudici in sentenze che non hanno convalidato tre trattenimenti nel Cpr di GjaderPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Corte d’appello di Roma, chiamata a ratificare il trattenimento di tre migranti nel Cpr di Gjader, solleva «dubbi su legittimità» sul protocollo stipulato tra Italia e Albania.
«La richiesta di convalida del trattenimento – scrivono i giudici – non avrebbe potuto essere pronunciata visto che questa Corte di Appello dubita della legittimità della disciplina del Protocollo Italia-Albania e della conseguente legge di ratifica, di cui si invoca l'applicazione».
Il caso riguarda tre dispositivi emessi a febbraio dalla stessa Corte d'Appello di Roma con cui non sono stati convalidati i trattenimenti nel Cpr albanese per tre richiedenti protezione internazionale. Si tratta di cittadini marocchini su cui gravava un decreto di espulsione e che avevano precedenti condanne già scontate.
I magistrati della Capitale sollevano inoltre dubbi sulla «compatibilità» della richiesta di trattenimento nei centri albanesi con le direttive vigenti che prevedono il richiedente asilo «ha il diritto di rimanere nello Stato membro fino all'adozione della decisione sulla sua domanda di asilo».
Ma, in almeno un caso in oggetto, i giudici osservano che «dall'esame degli atti, compreso il provvedimento di espulsione e dagli atti trasmessi dalla Questura, non risulta che vi sia stata una precedente domanda e che la stessa sia stata rigettata benché la procura abbia riferito il contrario in udienza senza però essere in grado di documentare quanto dedotto; che ad ogni modo – concludono – non risulta che detto eventuale provvedimento sia stato notificato».
(Unioneonline)
