La magia della launeddas a Villaputzu. L’appuntamento è per sabato e domenica prossimi. Organizza l’associazione "Maistus de sonus". Un festival destinato a calamitare anche l’interesse dei turisti che affollano le coste del Sarrabus. Si inizia sabato alle 18 con una messa in onore della Madonna Maria Madre del Risorto e con la partecipazione dei suonatori di launeddas e del Coro polifonico della Pro Loco. Seguirà una processione. Domenica alle 20, spettacolo musicale itinerante lungo il centro storico di Villaputzu. Alle 21.30, prenderà il via la quarta edizione del Festival con la partecipazione dei più importanti suonatori della Sardegna: Cuncordia a launeddas, Giuseppe Cuga, Sonus de canna, Stefano Pinna. Con loro, si esibiranno sonadores, tamburini e trombettieri di Oristano, Tumbarinos di Gavoi,con la partecipazione del gruppo di zampognari dell'Aspromonte dalla Calabria e del polistrumentista siberiano Vladiswar Nadishana. «Sarà uno spettacolo straordinario - dice Antonio Codonesu, assessore comunale al turismo - le launeddas hanno scritto la storia di Villaputzu. Qui sono nati i più grandi suonatori e costruttori di questo straordinario strumento musicale. Aspettiamo il pubblico delle grande occasioni che potrà assistere ad uno spettacolo davvero unico». Grandi i nomi che hanno fatto la storia di questo strumento. I più celebri a partire dal 1800 sono quelli di Agostino Vacca, Antioco Cabras, Giuseppino Lara, Giovanni Cabras, Antonio Lara ed Efisio Melis ed il loro allievo Aurelio Porcu. Una storia che oggi continua con Andrea Pisu, Gianfranco Mascia, Giancarlo Seu e Salvatore Trebini.Le launeddas sono uno strumento musicale antichissimo costruito con canne palustri che vengono tagliate nel corso del plenilunio di febbraio e che vengono poi lasciate stagionare per almeno tre anni. E' costituito da tre canne di differente lunghezza e spessore, tenute insieme da spago incerato e poste in vibrazione da un'ancia di lamina di canna. La canna più lunga detta "tumbu" ed è priva di fori. La "mancosa manna" è quella che sta al centro, ha quattro fori e da la quinta tonica e le quattro note seguenti e ascendenti, la terza detta "destrina" o "mancosedda" è distaccata dalle altre, può avere quattro o cinque fori e ha la funzione di produrre le note della melodia.
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