Uno scenario irreale. Quasi da post tsunami. Onde alte anche sette metri, spiaggia sommersa da un mare che è arrivato fino alle case della prima fila. E ha inghiottito un altro pezzo del vecchio pontile. Torregrande così devastata in pochi la ricordano. Effetto della mareggiata che da due giorni sta flagellando la borgata, senza risparmiare i chioschi e i ristoranti sulla spiaggia. Danni ingenti ai locali, ma i disagi a causa del maltempo si sono verificati anche in città e nei paesi vicini. Stato di allerta che ha costretto i Vigili del fuoco a un super lavoro, mentre dalla Capitaneria di porto è già scattato il divieto di avvicinarsi troppo al pontile pericolante.

LA MAREGGIATA Due notti da lupi nel golfo di Oristano. Mare agitato e onde gonfiate da un vento forte che ha spazzato senza tregua Torregrande. La passeggiata estiva degli oristanesi è stata interamente sommersa: ieri il lungomare era un tappeto di palle marine, alghe e detriti. Le passerelle per scendere fino alla riva ricoperte dalla sabbia, mentre la spiaggia era un'unica grande risacca. E tutt'intorno pozzanghere e strade allagate. I danni maggiori sono stati registrati nella zona compresa fra villa Baldino e il porticciolo turistico. La mareggiata ha raggiunto un chiosco danneggiando pedane e struttura. Mentre la veranda del ristorante- pizzeria Da Salvatore ormai non esiste più: è stata completamente distrutta dalla violenza dell'acqua. Già un anno fa un'altra mareggiata aveva messo a dura prova il locale. Adesso la situazione è precipitata improvvisamente.

IL PONTILE Tra quei flutti impetuosi è svanita un'altra parte del vecchio pontile della Sardabitumi. Il mare ha divorato uno spigolo di cemento (spaccato un anno fa dopo un altro periodo di maltempo) e ha fatto crollare alcune decine di metri del grande piazzale di cemento armato, quello spazio cioè che si spingeva maggiormente in mezzo al mare. Le onde hanno martoriato la struttura, frantumando i piloni e spezzando i ferri arrugginiti. Sul resto del pontile sono state scaraventate pesanti lastre di cemento. La struttura non era più sicura da diversi anni, ma nonostante i divieti è sempre rimasta una delle mete preferite di tanti pescatori. Anche ieri mattina molti curiosi hanno voluto vedere con i propri occhi gli effetti devastanti di uno spettacolo naturale, carico di fascino e al tempo stesso di rischi.

IL DIVIETO Tanto che il provvedimento della Capitaneria di porto non si è fatto attendere. Ieri è stata emessa immediatamente una nuova ordinanza di divieto. Già nel marzo scorso il comandante Alberto Ugga aveva vietato l'accesso al pontile, gravemente danneggiato dalle ondate dell'inverno appena trascorso. E ieri si è ripetuto lo stesso copione. «Il transito e la frequentazione, anche occasionale, del pontile è vietata e soprattutto è molto pericolosa - si legge nell'ordinanza - La struttura è ormai in condizioni precarie». Meglio dunque non avventurarsi e non correre inutili rischi: l'ipotesi di crollo della struttura, ormai vecchia e in balia del mare, non è affatto remota.

ALLAGAMENTI Il maltempo si è fatto sentire non soltanto lungo la costa. Interi quartieri allagati a Oristano e Bosa, ma difficoltà sono state segnalate anche a Simaxis, Santa Giusta, Terralba e Cabras. Scantinati sott'acqua, locali danneggiati mentre i tombini tappati hanno creato difficoltà ad alcuni bar del centro storico del capoluogo. Le squadre dei Vigili del fuoco hanno avuto il loro bel daffare, tanto che martedì dal Comando di via Zara è stato richiamato anche personale che non era in servizio. Circa trenta interventi oltre che per gli allagamenti anche per la caduta di alberi e cornicioni. Ieri due interventi per aiutare due grossi camion a venire fuori dal pantano di fango e acqua in cui erano finiti. E a fare le spese della pioggia sono stati pure i piccoli alunni della scuola elementare del Sacro Cuore: l'ingresso era completamente allagato, bambini e maestre avevano difficoltà ad uscire da scuola. È stato necessario l'intervento dei pompieri per risolvere il problema.

VALERIA PINNA
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