Quel maglione che i rapinatori-killer gli hanno stretto intorno alla bocca per evitare che chiedesse aiuto è stato fatale. I funerali dell'anziano si svolgeranno domattina e domani i militari del Ris di Cagliari saranno al lavoro nella casa di Serra per cercare eventuali tracce dei rapinatori.

INDAGINI - Proseguono, nel mentre, a ritmo serrato le indagini per individuare gli assassini di Mario Serra. Ieri i carabinieri hanno compiuto una serie di ulteriori rilievi nell'abitazione di vico Roma e nel garage di proprietà della vittima. A Tresnuraghes, intanto, in molti ricordano di aver incontrato Mario Serra nella tarda mattina di venerdì. Sembra ormai certo un dettaglio: tra i rapinatori-killer uno conosceva bene la vittima e sapeva dove abitava. E infatti i carabinieri del Comando di Oristano, della compagnia di Ghilarza e della stazione di Tresnuraghes da ieri notte proseguono senza sosta interrogatori e indagini in tutta la Planargia.

L'IPOTESI Sembra che gli assassini si siano introdotti venerdì notte nell'abitazione, cui si accede da una stretto vicolo della strada principale, forzando una finestra che si trova vicino alla porta di ingresso. Il pensionato potrebbe essere stato sorpreso nel sonno e rapidamente legato ed imbavagliato dai suoi aggressori, che poi si sarebbero messi a rovistare ovunque alla ricerca di soldi. Pensavano, forse, che l'uomo nascondesse i suoi risparmi a casa e, dopo una vana ricerca, se ne sarebbero andati lasciando Mario Serra legato mani e piedi, abbandonato sul suo letto, con la bocca tappata da un maglione. Almeno due, forse tre persone, con una che ha fatto il 'palo', avvantaggiate dalla penombra che circonda la casa dopo il tramonto, in un cortile privo di luce esterna. I malviventi quindi erano certi di non essere visti né sorpresi all'opera. Una ricostruzione che porta a pensare che possa esservi stata almeno una persona di Tresnuraghes, o dei paesi vicini, tra i rapinatori-killer.

LA VITTIMA Anche a Serra, come ad altri anziani del paese, i carabinieri avevano consigliato di prestare attenzione agli sconosciuti ed osservare alcune elementari precauzioni, come quella di non tenere soldi in casa; suggerimenti che lui sicuramente aveva seguito e messo in pratica. Mario Serra era uno di poche parole e molti silenzi, un uomo che sedeva fra gli ultimi banchi della chiesa di San Giorgio e non perdeva una messa domenicale, e soprattutto era uno solitario ma non uno sprovveduto. Chi lo ha conosciuto ricorda che negli ultimi tempi cercava anche una persona che si prendesse cura di lui negli ultimi anni e che magari gli volesse bene, tanto da sposarla, forse stanco di quella solitudine di una vita che era diventata per lui pesante e triste.

ANTONIO NAITANA
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