Torna da domani 27 agosto a domenica 30 agosto per l’undicesima edizione negli spazi dell’Antica Tonnara Su Pranu, con il patrocinio del Comune di Portoscuso e il contributo della Fondazione di Sardegna, il Big Blue Festival, l’ecofestival organizzato da ArgoNautilus. Quattro giornate totalmente gratuite di incontri, laboratori, immagini, narrazioni e spettacoli per mettere in dialogo scienza e cultura, e trasformare la conoscenza dell’ambiente in una forma concreta di cura.

«Perché di cura, di fatto, si tratta», spiega il direttore artistico, il biologo Maurizio Cristella. Il degrado degli ecosistemi marini, osserva, spesso resta invisibile fino a quando i suoi effetti diventano evidenti: riconoscerne i primi sintomi significa dunque imparare a guardare. E il festival prova a farlo coinvolgendo pubblici diversi, a partire dai bambini.

Si comincia giovedì 27 alle 18.30 con il Big Blue Lab, laboratorio di riciclo creativo dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni, sul tema “Moda ecologica: un mare di creatività”. Alle 21.30 sarà Edoardo Brodasca, direttore del Posidonia Green Project, a presentare il Posidonia Art Reef, il museo sottomarino realizzato quest’anno a Bogliasco, in Liguria. Un’installazione artistico-scientifica collocata sui fondali per offrire nuovi rifugi alla fauna marina e, allo stesso tempo, coinvolgere cittadini e giovani biologi in un progetto di cittadinanza scientifica. Alle 22.30 Stefano Vascotto porterà invece il pubblico sulle montagne con “Sagarmatha”, viaggio nella storia delle esplorazioni himalayane e della conquista dell’Everest. Un’apparente deviazione dal tema marino che diventa una riflessione sul rapporto tra uomo, esplorazione e ambiente.

Venerdì 28, alle 18.30, spazio ancora ai bambini con l’estemporanea “Un mosaico con i tappi di plastica”. Alle 19 sarà inaugurata la mostra fotografica “Meraviglie sotto il mare della Sardegna”, curata da Subacquei per la Scienza. Le immagini accompagneranno il pubblico dentro la biodiversità dei fondali dell’isola, dalle coste rocciose alle praterie di posidonia, le grandi foreste blu del Mediterraneo.

Sabato 29 il festival entra nel vivo con una giornata dedicata alle esperienze di salvaguardia e alle diverse forme del racconto. Alle 18.30 Albano Salis, presidente della delegazione Sud Sardegna di Marevivo, parlerà di “Per un mare più vivo”, raccontando il lavoro dei volontari impegnati nella pulizia dei litorali del Sulcis. A seguire, un laboratorio per famiglie dedicato alla costruzione di un acquario con la pastasciutta. Alle 21 Alberto Bardi, pescatore e narratore noto come “Lupo di Mare”, racconterà la laguna attraverso lo sguardo di chi ci vive e lavora. Alle 21.30 sarà la biologa Sonia Cheratzu ad analizzare le trasformazioni degli ecosistemi lagunari sardi e la pressione crescente delle specie aliene. Alle 22.30, infine, il geologo Luigi Sanciu proporrà “Fake Rock”, una carrellata sulle bufale geologiche più radicate tra Sardegna e resto del mondo.

Il festival si conclude domenica 30 con il “Carnevale del Mare”, dalle 19 alle 21, aperto a bambini e adulti e affidato a musica, colori e maschere, preferibilmente realizzate a mano. Alle 21 la biologa Silvia Cera parlerà della flora mediterranea e del suo possibile impiego nello sviluppo di nuove strategie antiparassitarie a basso impatto. Alle 22 Alosha, cantastorie siciliano, porterà sul palco “Natura Composta”, spettacolo che intreccia narrazione, danza e poesia, con i versi di Walt Whitman, Emily Dickinson, Bertolt Brecht e Giorgio Caproni scelti da Paola Bontà. Chiuderà il festival, alle 22.30, l’archeologa Sara Porru con “Archeologia per tutti”, per ricordare che il patrimonio da proteggere non è soltanto quello che emerge dalle acque, ma anche quello custodito sotto la terra.

© Riproduzione riservata