Stop per sei mesi al pagamento delle bollette nelle zone colpite dal ciclone Harry
Cittadini e imprese potranno non pagare luce, gas, acqua e rifiuti. Poi gli importi verranno rateizzati per un periodo minimo di un annoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per sei mesi stop al pagamento delle bollette nelle zone colpite dal ciclone Harry.
L’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha approvato un provvedimento d’urgenza a favore delle popolazioni di Sardegna, Calabria e Sicilia colpite dall’ondata di maltempo che si è verificata tra il 19 e il 22 gennaio.
Stop dunque per sei mesi al pagamento di bollette di luce, gas, acqua e rifiuti.
La delibera numero 20 dell’Arera riguarda tutte le utenze e forniture di famiglie e attività produttive che si trovano nei Comuni danneggiati dal ciclone, così come sono stati individuati dalla Protezione civile in seguito alla dichiarazione dell’emergenza nazionale da parte del Governo.
Le misure, viene precisato, si applicano a «tutte le fatture e agli avvisi di pagamento emessi o da emettere con scadenza a partire dal 18 gennaio 2026, compresi eventuali costi per le prestazioni di allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro o gli ulteriori corrispettivi eventualmente previsti dai gestori del settore rifiuti».
Verranno inoltre «sospese le procedure di distacco per morosità, anche verificatesi prima della stessa data».
Come già previsto per i mutui, spiega Arera, per accedere alle agevolazioni i titolari delle utenze e forniture interessate devono presentare richiesta al fornitore entro il 30 aprile 2026, tramite un modulo che lo stesso operatore metterà a disposizione sul proprio sito Internet.
Finito il periodo di sei mesi, gli importi non pagati verranno rateizzati su un periodo minimo di 12 mesi, «senza discriminazione e senza applicazione di interessi a carico dei clienti e utenti, al fine di agevolare la ripresa dei pagamenti e ridurre l'impatto economico sulle famiglie e sulle imprese colpite».
Ecco tutti i Comuni sardi interessati dalla decisione: Alà dei Sardi, Aritzo, Armungia, Arzachena, Arzana, Ballao, Barisardo, Barrali, Baunei, Belvì, Bitti, Bolotana, Bono, Buddusò, Budoni, Burcei, Cagliari, Calangianus, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Cardedu, Castiadas, Decimoputzu, Desulo, Dolianova, Domus De Maria, Domusnovas, Donori, Dorgali, Elini, Elmas, Escalaplano, Escolca, Esterzili, Fonni, Gadoni, Gairo, Galtellì, Genoni, Gergei, Giba, Girasole, Gonnesa, Guasila, Iglesias, Ilbono, Irgoli, Isili, Jerzu, Laconi, Lanusei, Loceri, Loculi, Lodè, Loiri Porto San Paolo, Lotzorai, Lula, Luogosanto, Mamoiada, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Muravera, Musei, Narcao, Nuoro, Nuragus, Nurallao, Nuraminis, Nurri, Nuxis, Olbia, Oliena, Olzai, Onanì, Onifai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orosei, Orroli, Orune, Osini, Padru, Perdasdefogu, Perdaxius, Piscinas, Posada, Pula, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sadali, Samatzai, San Basilio, San Giovanni Suergiu, San Nicolò Gerrei, San Sperate, San Teodoro, San Vito, Sanluri, Santadi, Sant’Andrea Frius, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Selargius, Serdiana, Serramanna, Serri, Seui, Seulo, Siliqua, Siniscola, Sinnai, Siurgus Donigala, Soleminis, Suelli, Talana, Telti, Tempio Pausania, Tertenia, Teti, Teulada, Tonare, Torpè, Tortolì, Tratalias, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villagrande Strisaili, Villanova Tulo, Villaperuccio, Villaputzu, Villasalto, Villasimius, Villasor, Villaspeciosa.
(Unioneonline/L)
