Uri ricorda Francesco Achenza a 60 anni dalla tragedia di Mattmark
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Un dramma che risale al 1965, in Svizzera, quando a morire furono 88 persone. A 60 anni dalla tragedia di Mattmark, il Comune di Uri, ricorda il proprio concittadino, Francesco Achenza, una delle vittime di un episodio che segnò la vita di tante famiglie. Il 30 agosto del 1965, alle 17.15, nella località di Mattmark in Svizzera un’enorme massa di più di 2 milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia si staccò all’improvviso dal ghiacciaio Allalin, franando rovinosamente sul cantiere sottostante allestito per la costruzione di quella che doveva essere la diga idroelettrica più grande d'Europa.
Morirono 88 persone, di cui 56 italiani e tra le vittime, tre provenivano dalla Sardegna. Una di queste era Francesco Achenza, 38 anni di Uri, mentre gli altri erano Olivio Dessì di Senorbì e Antonio Floris di Orgosolo. Anche la comunità rimase scossa per quanto accaduto.
«Tutt’ora il ricordo di Francesco Achenza rimane vivo tra la popolazione più adulta e la sua tomba racconta -a chi vi passa davanti- di quella che fu questa immane tragedia che sconvolse il nostro paese, la nostra Sardegna e l’Italia intera», sono le parole degli amministratori locali di Uri. «Il nostro dovere, a distanza di 60 anni, - aggiungono - resta quello di ricordare Francesco Achenza, quale caduto sul lavoro, figlio di questa terra che emigrò per garantire un futuro dignitoso per la sua famiglia».