Un incontro toccante nel carcere di Bancali. È quello avvenuto oggi tra una ventina di detenute della sezione femminile e i rappresentanti dell’associazione “Riccardo Simula – La forza della vita”. Questi ultimi hanno regalato 2 cyclette e un coordinato fitness per ciascuna di loro approfittando dell’occasione della Festa della Donna appena trascorsa. L’associazione, fondata da Brunella Seghenzi, comprende coloro che soffrono la ferita di aver perduto un figlio. Ma, come hanno detto alle presenti, «non siamo qui per raccontare il dolore, ma per trasformarlo.  Perché il dolore, se resta fermo, logora. Se invece si muove, può diventare una forza».

I punti di contatto tra le due realtà, in apparenza così distanti, ci sono. «Noi abbiamo conosciuto- dice la “Simula”- la perdita assoluta mentre voi conoscete una perdita diversa ma non meno reale: la perdita temporanea della libertà, della quotidianità, del proprio spazio vitale». Bisogna in ogni caso coltivare la speranza e «riacquisire potere su ciò che dipende da sé stessi, anche quando tutto il resto è deciso da altri». Ed ecco i doni, che aiutano a riattivare il corpo e la mente.

«Ma soprattutto significa ricordare a se stesse di esistere ancora come persone intere, non solo come detenute». Durante il confronto, alla presenza della garante dei detenuti, Anna Cherchi, e di Ilenia Troffa, responsabile dell’Area educativa della Casa circondariale, sono state tante le emozioni condivise e anche le lacrime. «La nostra associazione vuole intendere questa donazione come un ponte. Non tra chi sta “dentro” e chi sta “fuori”. Ma tra esseri umani», queste le parole riferite alle detenute. A coordinare l’incontro Antonello Unida,  referente psicologico della “Riccardo Simula”, mentre Eugenio Orrù ha redatto il progetto.

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