Milis, il Papa benedice la porta del tabernacolo della chiesa
Indulgenza plenaria per chi varcherà la soglia della chiesa di San SebastianoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Chi varcherà la porta della chiesa di San Sebastiano a Milis da mercoledì 18 a mercoledì 25 avrà l’indulgenza plenaria». Don Antonello Angioni annuncia che Papa Leone in occasione della riapertura della chiesa dopo i lavori di restauro, concederà l’indulgenza.
«Per noi e la nostra comunità è stato davvero un regalo eccezionale» commenta il giovane sacerdote, da quattro anni alla guida delle parrocchie di Milis e Narbolia. Una sorpresa inaspettata arrivata qualche giorno fa quando don Antonello è volato in Vaticano per un momento di preghiera e soprattutto per incontrare il Pontefice. «Papa Leone XIV ha ascoltato con interesse e ha anche benedetto la porticina del nuovo tabernacolo della parrocchia -racconta -È stata una grande emozione e un onore per il nostro paese».
Nel piccolo centro cresce quindi l’attesa per la chiusura del cantiere e per l’appuntamento di mercoledì 18 quando alle 17.30 si terrà una concelabrazione, presieduta dall’arcivescovo Roberto Carboni, per la dedicazione della chiesa e la consacrazione dell’altare. «La dedicazione è un rito raro perché si svolge per l’inaugurazione della chiesa – spiega don Antonello – nella parrocchia di San Sebastiano non è mai stato eseguito e quindi ci pensiamo noi in quest’occasione».
Ed è un appuntamento molto importante perché i lavori, iniziati il 6 gennaio scorso, stanno restituendo una chiesa dall’aspetto completamente rinnovato ma con i materiali originari e antichi. Interventi importanti sia all’interno (finanziati dalla parrocchia) che all’esterno (con contributi regionali e comunali). «Sono stati rifatti la pavimentazione, l’altare, riqualificate le acquasantiere mentre il fonte battesimale sarà sistemato di nuovo all’ingresso. La cappella del tabernacolo inoltre è stata restaurata utilizzando i marmi antichi che in una precedente opera di sistemazione erano stati rimossi». Adesso invece quei materiali sono tornati al proprio posto nella chiesa, di fine 1500. «È stato rifatto anche il rosone della facciata – aggiunge – sono davvero soddisfatto. Da quando sono arrivato in questa comunità, uno dei miei obiettivi era restituire una bella chiesa ai milesi».
