Uno sfregio permanente sul viso. Da fine 2024 un 30enne italiano, detenuto a Bancali, si trova con una cicatrice di 11 cm sulla faccia.

Un segno a vita frutto di un'aggressione, sembrerebbe senza motivo, da parte di un altro detenuto, extracomunitario appena 20enne, durante l'ora d'aria. A procurare la lesione una lametta usata per fare la barba, e che si può tenere solo in cella.

Quel giorno invece il giovane la preme sul volto dell'altro aprendo uno squarcio che avrà bisogno di oltre 20 punti per essere chiuso.

Tutto questo nell'incredulità generale delle altre persone ristrette, sorprese loro stesse dal gesto. Oggi in tribunale a Sassari il gup Gian Paolo Piana ha disposto il rinvio a giudizio dell'extracomunitario accusato di lesioni gravissime. Il difensore della parte offesa è l'avvocato Andrea Piroddi.

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