È uno degli appuntamenti più attesi della vita religiosa a Sassari. Il Settenario a Maria Santissima Addolorata rappresenta un richiamo suggestivo di preparazione ai Riti della Settimana Santa che, da oltre tre secoli, si celebra in centro storico nella chiesa di Sant’Antonio Abate.

Dal 21 al 27 marzo sono diversi i tributi alla Madonna dei Sette Dolori, un simulacro addobbato per l’occasione dall’Arciconfraternita dei Servi di Maria, nata nel 1540 e guidata dal priore Mario Dau.

La statua, oggetto di culto per centinaia di fedeli, viene esposta nella Cappella dell’Addolorata, sorta nel 1600, e alla Madonna si dedica, proprio venerdì 27, una cerimonia unicum per il capoluogo turritano. Questa prevede, dopo la Coroncina dei Sette Dolori, il canto dell’antico inno Stabat Mater e la celebrazione della messa presieduta da monsignor Antonio Tamponi, amministratore della diocesi di Sassari.

Una cerimonia al contempo manifestazione di popolo e che, come tale, è molto partecipata dagli abitanti di Sassari Vecchia. Ma l’aspetto più affascinante è la processione del Venerdì Santo, il prossimo 5 aprile che, dalla chiesa di Sant’Antonio abate, attraversa la parte più antica della città con l’ostensione della Madonna dei Sette Dolori seguita dal consueto bagno di folla. Passaggio spirituale in cui i confratelli dell’Arciconfraternita fanno le antiche “cerche”, le visite nei sepolcri nelle varie chiese di questa parte di città. Una sequenza ormai connaturata allo spirito religioso di Sassari che, nei secoli, continua a perpetuarsi.

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