Sottoscritto oggi a Sassari, nella Sala Sciuti del Palazzo della Provincia, il Piano Città degli immobili pubblici. Un’intesa che mira alla riqualificazione, per adesso, di 12 beni, in disuso o in degrado, dall’importante valore architettonico, storico e culturale. Edifici in cui innescare processi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, come ricordato oggi dai firmatari dell’accordo, la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il sindaco del Comune di Sassari e della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia, il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, e il rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Gavino Mariotti.

Gli immobili interessati appartengono sia allo Stato che al Comune che alla Città Metropolitana. Si tratta dell’ex carcere San Sebastiano, di Villa Melis, dell’ex Hotel “Turritania”.  Ancora dell’ex Tipografia Chiarella e del Palazzetto dello Sport, dell’ex sede Archivio di Stato, dell’ex Questura di Sassari. Infine l’ex Ipai,  Palazzo Segni, Villa Pozzo, l'ex Villa Caria e l’ex centro regionale di formazione San Camillo.

Dal Verme rimarca: «La quantità di progetti è enorme. La progettazione sarà a nostra cura, dove non è già stata avviata coi progetti Pinqua. Solo per quanto riguarda San Sebastiano le risorse previste ammontano a 77 milioni di euro e l’impatto complessivo per tutte le opere si attesta sul mezzo miliardo. La progettazione esecutiva, in alcuni casi, procede spedita, e dopo 2 anni la si ha già in mano. Il mio auspicio è che si facciano 2/3 anni di temporary use e poi si parta con il cantiere.

La strategia è fondata sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico e ambientale per una Sassari sostenibile e attenta al territorio, inclusiva, proiettata verso il futuro. Al centro vi sono il rilancio del centro storico, spazi museali e potenziamento dei servizi territoriali, dal Polo Giudiziario ai programmi di Social Housing».

All’incontro ha partecipato da remoto anche Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. «Abbiamo istituito – dichiara – una cabina di regia per superare la frammentazione degli ultimi anni».

«Il Piano Città – aggiunge il sindaco metropolitano Mascia – rappresenta una straordinaria opportunità di riportare bellezza e vita all’interno e intorno a immobili che, quando acquisiranno di nuovo funzioni di servizio al pubblico e saranno visitabili, favoriranno, con l’aiuto di tutte le istituzioni coinvolte, il processo in atto di rigenerazione sociale, culturale, economica, immobiliare e urbanistica della città, a iniziare dalla sua parte storica».

«Grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio – riferisce la governatrice Todde – intendiamo dare concretezza ad una visione che mette insieme tradizione e innovazione, con uno approccio volto alla valorizzazione storica degli asset pubblici come attivatori di sviluppo urbano e sociale».

«Il recupero e la valorizzazione degli edifici ex Ipai e di Palazzo Segni rappresentano per l’Università degli Studi di Sassari un passaggio strategico di grande rilevanza – ha dichiarato il rettore – non si tratta soltanto di restituire alla comunità spazi di pregio storico e architettonico, ma di ripensarli come luoghi vivi e funzionali. Con questi interventi rafforziamo il legame tra Ateneo e territorio, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della città in un'ottica attenta alla sostenibilità ambientale».

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