«L’acqua ha riempito i bacini della Nurra ma le casse delle aziende agricole restano vuote». Lo denuncia il Centro Studi Agricoli a Sassari e il suo vicepresidente Stefano Ruggiu. «Mentre la situazione degli invasi migliora, registriamo un silenzio assordante da parte dell’Assessorato all’Agricoltura sulla questione cruciale degli indennizzi», sostiene Ruggiu.

Il bivio per gli agricoltori, secondo il vicepresidente del Centro, sarebbe «indebitarsi ulteriormente o rinunciare a produrre. Dopo un 2025 disastroso e privo di reddito, le aziende non hanno ancora ricevuto i promessi ristori. Ad oggi, l’Assessore non ha ancora fornito all’Agenzia Laore le linee guida necessarie per sbloccare i pagamenti che permetterebbero di far partire la nuova annata agraria».

Ruggiu lamenta una mancanza di incisività politica verso gli enti strumentali: «Non solo tutto tace sui fondi per la siccità 2025, ma assistiamo a ritardi inaccettabili anche su pratiche pregresse». Sarebbero fermi anche i fondi legati al “Decreto Ucraina” che diversi agricoltori aspettano.

«La situazione è paradossale per le aziende che avevano irregolarità contributive: i denari che dovevano andare a compensazione dell’Inps sono fermi e le imprese non hanno visto un centesimo.- conclude Stefano Ruggiu - Avere l'acqua nei campi serve a poco se manca la liquidità per lavorarli».

© Riproduzione riservata