Investe 82mila euro e se ne ritrova solo 10mila. È la disavventura capitata a un sassarese che, nel 2023, affida i suoi risparmi a un sedicente trader 30enne che gli offre di investirli in un fondo appoggiato, gli riferisce, al broker inglese Key to market. Quanto prospettato a chi sta per metterci i soldi ammalierebbe chiunque a partire dalla assicurazione principale: l’applicazione “Bot”, che avrebbe elaborato il presunto truffatore, sassarese anch’egli, sarebbe stata in grado di segnalare e fermare le perdite oltre il 2/3%.

Poi la promessa di un bonus maggiore se si fossero dati più di 5mila euro all’operazione finanziaria e in più la copertura di eventuali perdite tarate al 3%. L’impegno si sbriciola però presto davanti all’evidenza della veloce e inarrestabile erosione dei propri risparmi, una perdita del 30 % dopo pochi mesi senza che nessuna app arresti il deflusso. L’investitore allora decide di rivolgersi al broker che dà prima risposte vaghe e in seguito sparisce proprio dai radar costringendo la parte offesa, i cui soldi si dissolvono a vista d’occhio, a spostare sul personale Key to market quanto rimasto ovvero - come scritto - 10mila euro.

Al danno si aggiunge la beffa di scoprire, con le indagini della guardia di Finanza, che la società del  30enne era priva delle abilitazioni obbligatorie per offrire e gestire servizi di investimento. E lo stesso presunto broker non aveva i titoli necessari per, riferisce l’imputazione, “svolgere sollecitazione al risparmio”.

Oggi in tribunale a Sassari la pm Alessia Sanna ha chiesto un anno di reclusione per l’imputato di truffa su cui, ha ricordato, pendono altri procedimenti simili. Ad assistere la parte offesa l’avvocata Laura Murziani.

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