Rigenerazione sociale, a Sassari prosegue il progetto Work in Poliss
Costruita un'area cinema a disposizione della comunitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“Creiamo dispositivi che restano a disposizione della comunità”. Così Paola Salvadori, referente di Officine Condivise, ha spiegato ieri a Sassari, nel Centro Poliss di via Baldedda, l’intento di fondo che ha portato alla realizzazione, e alla restituzione ai cittadini, di un’area cinema, da dedicare anche a reading e attività performative. Un manufatto che ha preso vita grazie a Work in Poliss, il progetto di rigenerazione urbana e sociale, lungo 5 anni e inaugurato nei mesi scorsi, ideato proprio da Officine Condivise e finanziato da Fondazione Baggio Sisini e Fondazione per il Sud. Per mettere in piedi il cantiere di autocostruzione ci sono volute 50 persone, partecipanti ai laboratori promossi, dall’edilizia alla falegnameria, tenuti da esperti locali del settore all’interno di piccoli gruppi dove era presente un tutor.
Di masterplan ed esecutivi si è occupata l’architetta Nasrin Mohiti Asli, del collettivo Orizzontale. «Per la struttura- spiega- abbiamo usato il legno del pino di Svezia, dei teli in pvc, e alcune reti tessute nel laboratorio di sartoria dagli allievi». Producendo alla fine un’opera, dove il riciclo riveste una grande importanza, e che rientra nel primo target del progetto: quello dedicato alla rigenerazione degli ingressi della struttura. Ma l’obiettivo altrettanto importante è anche offrire una potenziale ricaduta lavorativa ai partecipanti. «Erano gruppi eterogenei- racconta Silvia Sbarra, psicologa di formazione- sia come background che vulnerabilità». «Hanno lavorato pure alcuni migranti», aggiunge Silvia, il cui compito è far capire come rendere utile il laboratorio. Tanti i giovani presenti, entusiasti dell’iniziativa. «Si impara a fidarsi degli altri e a costruire una comunità”, dice Sara, 25enne di Terralba. Elisa, Stefania, Luca, Giulia, provenienti da Sassari e dal circondario, riferiscono sull’importanza dell’economia circolare e di costruire “qualcosa che rimarrà».
Ieri il Centro Poliss si è animato, all’interno dell’evento Wip Nic, con le sessioni dei dj e l’esposizione di quanto compiuto da 140 ragazzi, tra i 14 e i 17 anni, al termine del progetto Connecteen, promosso sempre da Officine Condivise con la collaborazione de Le ragazze terribili. Un lavoro che, nel programma di intenti, mira al contrasto alla povertà educativa e all’abbandono scolastico e che ha visto il coinvolgimento di alcuni istituti scolastici cittadini come il “Devilla”, il “Castelvì” e il “Pellegrini”.
