Riforma dei porti, Porto Torres Avanti: «Il Nord Sardegna faccia fronte comune»
Il timore di un accentramento dei poteri che indebolisce la capacità decisionale dei territoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il nuovo disegno di legge sulla riforma della governance portuale approvato in Conferenza Unificata suscita forte preoccupazione nella Sardegna, contraria a un modello ritenuto penalizzante per l'isola e per l'autonomia gestionale del proprio sistema marittimo. Con la riforma del sistema portuale e prevista nascita di Porti Italia Spa, si teme lo svuotamento del ruolo delle Regioni e il ridimensionamento dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. L’allarme nasce anche in seno alle forze politiche di maggioranza che governano la città di Porto Torres, preoccupate che la riforma concentri le decisioni strategiche in un organismo nazionale a Roma, con il rischio che una quota rilevante delle risorse generate dai traffici portuali possa essere dirottata fuori dall'isola, sottraendo fondi agli investimenti territoriali. L’obiettivo dichiarato è creare una cabina di regia nazionale capace di coordinare gli investimenti, reperire risorse e accelerare la realizzazione delle opere strategiche.
«Un’esigenza che può essere condivisibile, purché non si traduca in un accentramento dei poteri e in un indebolimento della capacità decisionale dei territori.», dichiarano gli esponenti del movimento autonomista Porto Torres Avanti coordinato da Bastianino Spanu e presente in consiglio comunale. «Rischiamo di passare da una programmazione degli investimenti affidata all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, costruita sulla conoscenza diretta degli scali e delle necessità dell’Isola, a una cabina di regia nazionale nella quale priorità, risorse e interventi potrebbero essere definiti dalla nuova società Porti d’Italia». Secondo il movimento autonomista «Occorre costruire un’alleanza istituzionale tra Porto Torres, Olbia e Golfo Aranci, coinvolgendo la Regione Sardegna, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e le rappresentanze territoriali del Nord dell’Isola, in particolare per la tutela dell’autonomia programmatoria e finanziaria della Port Authority e la rappresentanza effettiva della Sardegna negli organismi nazionali così da salvaguardare gli investimenti già programmati, oltre a garantire le risorse certe per gli scali isolani, riconoscere la condizione di insularità, portando avanti una strategia integrata per i porti del Nord Sardegna». Porto Torres rappresenta una piattaforma strategica per l’industria, il retroporto, la logistica e i collegamenti con il continente. Olbia e Golfo Aranci costituiscono porte fondamentali per la mobilità delle persone, il turismo, le merci e l’economia dell’intero Nord Sardegna.
