Approdata in Consiglio comunale la problematica, sollevata in questi giorni dalle associazioni animaliste e di volontariato, relativa al possibile trasferimento dei 72 cani ospiti del canile rifugio di Andriolu, di proprietà del Comune di Porto Torres. Di fronte alle tante proteste ci sono le verifiche e i controlli effettuati dalla Asl di Sassari che, nel rispetto della normativa, ha trasmesso all’Ente comunale la determina con richiesta di trasferimento immediato dei cani presenti ad Andriolu in un’altra struttura idonea, a tutela del benessere degli animali, a causa della presenza di carenze e criticità riscontrate, una richiesta inoltrata con allegato di verifica.

«Il canile di Andriolu è oggetto di interventi che potrebbero permettere a gran parte degli animali di restare in quegli spazi fino al completamento del ciclo di vita di molti degli ospiti, lavori di adeguamento che potrebbero terminare entro una settimana, - spiega il sindaco Massimo Mulas - una volta conclusi la Asl potrebbe accogliere la proposta del Comune e con una un’altra determina decidere di lasciare ad Andriolu gran parte dei cani, mentre altri verranno comunque trasferiti: in caso contrario verranno spostati tutti gli animali». Una risposta alla segnalazione presentata in aula dalla consigliera Sara Dettori che accusava l’amministrazione comunale di mancata programmazione, avanzando la richiesta di convocazione della commissione Ambiente e Randagismo, entro la prossima settimana, alla presenza delle associazioni ambientaliste.

La precisazione sulle azioni programmate dall’amministrazione sono arrivate dal primo cittadino che ha ricordato la determina della Asl datata 2014, in cui l’Azienda sanitaria prevedeva la chiusura del canile dal momento in cui si fosse concluso il ciclo vitale degli ultimi ospiti della struttura. «Nel 2020 quando siamo subentrati noi, come amministrazione, ci siamo dovuti occupare di una situazione grave, legata alla presenza di un nucleo familiare a ridosso del canile, - sottolinea Mulas - quindi la necessità di liberare l’area e di provvedere alla bonifica per riambientalizzare la zona.  Una fase istruttoria legata allo sgombero dell’area e ad azioni tecniche necessarie a cui ottemperare. Pertanto non potevamo utilizzare quegli spazi che la Asl e le associazioni ci chiedevano. Soltanto una volta liberate le aree la nostra attenzione è stata rivolta al canile, per fare in modo che funzionasse in modo corretto, in collaborazione con le associazioni che si occupavano del benessere e delle tutela dei cani».

Un lungo iter che ha portato alla decisione di ampliare il canile di Monte Rosè per poter ospitare, in futuro, i cani in esubero, parallelamente sono stati avviati i lavori di adeguamento della stessa struttura di Andriolu. 

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