Traccia una croce sulla locandina di una agenzia funebre e, armato di bastone, scrive il nome del compagno della ex moglie davanti alla casa dei due. È successo nei giorni scorsi a Olmedo e l'autore, secondo le accuse, sarebbe un 67enne residente in paese, arrestato dai carabinieri con l'accusa di atti persecutori da maggio ad agosto nei confronti della donna.

La separazione tra i due, nei mesi scorsi, pareva procedere senza problemi tanto che l'uomo coabitava con l'ex consorte. Ma, forse mal sopportando il nuovo compagno della donna, sono iniziati i pesanti insulti e le minacce nei confronti di entrambi.

Quando è finito fuori dall'abitazione ha affermato che, se non lo avessero fatto rientrare per recuperare degli attrezzi, "avrebbe spaccato tutto". In un'altra occasione avrebbe invece forzato una tapparella della dimora entrando contro la volontà della ex. Il 16 infine le minacce contro il nuovo compagno della donna: "Tanto ti picchio e ti ammazzo".

Poi l'arresto da parte dei militari dell'Arma e oggi in tribunale a Sassari l'udienza di convalida dove l'indagato era difeso dall'avvocato Filippo Carta e doveva rispondere di atti persecutori e porto di armi. Il collegio, presieduto da Giancosimo Mura, a latere Silvia Masala e Marta Guadalupi, ha disposto la convalida dell'arresto, il divieto di avvicinamento a meno di un km e l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Il pm Giovanni Dore aveva chiesto la misura del carcere

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