Con la danza medievale ai piedi della Torre aragonese è cominciato ufficialmente il viaggio ideale tra i siti culturali della città di Porto Torres.

La cerimonia di apertura di Monumenti Aperti - edizione 2026 - è avvenuta nel pomeriggio con i figuranti in abito medievale dell'Associazione Giudicato di Torres, l'inizio di una intensa due giorni durante i quali i visitatori verranno guidati alla scoperta della storia di uno dei monumenti simbolo della città turritana, costruito nel 1325 all’epoca della conquista catalano-aragonese della Sardegna per volontà dell’ammiraglio aragonese Carroz.

Ben 23 siti i che compongono l'itinerario cittadino tra oggi e domani, domenica 10 maggio. Il Comune turritano aderisce per il quindicesimo anno alla manifestazione, organizzata al livello nazionale da Imago Mundi OdV e giunta alla XXX edizione, coordinando l'evento sul territorio e proponendo anche diverse iniziative collaterali: Il tema scelto quest'anno da Imago Mundi, “Generazione Monumenti Aperti – un patrimonio di cultura, legami, memoria: una questione d’amore per la nostra terra”, sottolinea il valore del patrimonio culturale come elemento vivo delle comunità.

Per l’edizione 2026 tornano le visite a Su Crucifissu Mannu, una delle necropoli preistoriche più vaste dell’isola con le sue ventidue sepolture ipogeiche, le Domus de Janas, realizzate a partire da circa seimila anni fa e riconosciute patrimonio Unesco. Sarà possibile visitare il complesso archeologico di via Libio 53 che custodisce diverse sepolture di epoca romana, la Scultura SoNoS, dedicata all'indimenticabile artista Andrea Parodi e alle sue principali passioni: la musica, il mare e la pesca. Aperte anche le meraviglie dell’Area archeologica di Turris Libisonis con i suoi grandiosi resti monumentali. Saranno tre i punti visitabili: le Terme e peristilio Pallottino, monumento termale databile alla fine del III secolo d.C., le Terme Centrali, c.d. Palazzo di Re Barbaro, grandiosi resti monumentali di un complesso termale pubblico fra i più grandi della Sardegna romana e la Domus di Orfeo, abitazione privata decorata con intonaci dipinti e preziosi mosaici, come il famoso mosaico di Orfeo e quello delle Grazie.

Protagonista, anche quest'anno, il complesso monumentale della Basilica di San Gavino, la più grande chiesa romanica della Sardegna edificata durante l’undicesimo secolo e intitolata ai Martiri Turritani e i suoi spazi attigui. Arricchiscono l'itinerario altre quattro chiese cittadine: la Chiesa di Cristo Risorto, la Chiesa dello Spirito Santo, la Chiesa della Beata Vergine della Consolata e la Chiesa di Balai Lontano.

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