Si chiama "Sa sapa e Carbon Dots per dolci fluorescenti" il progetto grazie al quale tre studenti sardi andranno al Buca Imsef, la fiera internazionale di scienza, ingegneria e musica di Buca-Smirne (in Turchia), a settembre.

Sono Valentina Sanna, Emma Camboni e Alessio Dore, tutti classe 2003) e che frequentano l'ITI G.M. Angioy di Sassari.

I ragazzi hanno realizzato la sintesi di Carbon Dots (CDs) fluorescenti partendo da Sa Sapa, un tipico prodotto sardo utilizzato come base per diversi dolci, attraverso un microonde casalingo. “I CDs – spiegano dall’ufficio stampa - rappresentano una nuova classe di nanomateriali particolarmente attrattivi per le loro proprietà e applicazioni (ad esempio nel bio-imaging)”.

La strategia è quella di individuare un nuovo substrato a base di zuccheri in quanto fonte di carbonio necessaria per ottenere i CDs.

La potenza massima del microonde che molti di noi hanno nelle comuni cucine, con valore prossimo a quelli riportati in letteratura, ha spinto Emma, Valentina e Alessio a realizzare la sintesi con Sa Sapa e la melassa (agente passivante) in diversi esperimenti variando i rapporti di massa e i tempi di esposizione. “L'evidenza della formazione dei CDs si manifesta quando, dopo una decina di secondi, un intenso bagliore permette di ipotizzare che il processo si sta realizzando. Di conseguenza, conclusa la prova, il campione ottenuto di color marrone scuro è trattato per verificarne la fluorescenza su campioni opportunamente diluiti, utilizzando la lampada Uv-Vis di provenienza scolastica”.

È così emersa la conferma per cui Sa Sapa ha le caratteristiche necessarie per essere scelto come substrato da inserire tra quelli attualmente in uso per la sintesi dei CDs.

Ma ci sono altri due studenti, sempre dell’Iti G.M. Angioy di Sassari, che hanno raggiunto un importante traguardo, ossia quello di partecipare alla GYSTB 2021, la fiera per i giovani di scienza e tecnologia, online, di Hong Kong, il 19 e 20 giugno, grazie al progetto "Garofano più dolce… garofano più colorato?". Sono Antonio Gaspa e Fabio Sanna (entrambi classe 2003).

“Il colore dei fiori – si legge nella nota che spiega quanto è stato fatto - è influenzato dalla presenza di pigmenti tra cui le antocianine, appartenenti ai polifenoli e nello specifico ai flavonoidi. Nei fiori le antocianine danno vita ai colori arancione, rosso, viola, blu, tutti influenzabili da fattori sia fisici (luce, temperatura) che chimici (pH, zuccheri). Lo scopo del progetto è valutare l'intensità del colore dei garofani tendenti al viola, immersi in una soluzione acquosa di saccarosio. L'obiettivo è correlare i risultati ottenuti ai pigmenti, responsabili di una maggiore vivacità nel colore dei garofani dopo il trattamento.

I due studenti hanno scattato delle fotografie ai campioni tramite la fotocamera di uno smartphone. “Sapendo che i pixel costituenti le foto forniscono l'informazione colorimetrica per tre canali fondamentali, rosso (R), verde (G) e blu (B), l'approccio è stato quello di analizzare le foto, rappresentate in formato RGB con degli script MATLAB. Questi, appositamente pensati per l'applicazione, permettendo di isolare i pixel rappresentanti i petali del fiore, individuano la frequenza di apparizione nei canali R e B.”.

I risultati ottenuti attraverso l'algoritmo così elaborato “permettono di evidenziare la variazione di colore in termini di intensità dopo il trattamento, confermando l'osservazione visiva. La maggiore variazione si nota con una soluzione al 10% di saccarosio”. Per Antonio e Fabio ciò è riconducibile ad un accumulo di antocianine come riportato in letteratura. Come ulteriore conferma si ottiene un miglior mantenimento del fiore trattato, spiegabile dalle proprietà antiossidanti delle antocianine.

Dunque l'esperimento conferma che il garofano più dolce è quello più colorato.

(Unioneonline/s.s.)

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