Il sindaco Raimondo Cacciotto rompe il silenzio sul caso che da giorni agita la maggioranza e il Partito democratico, dopo le accuse mosse dall’assessora Raffaella Sanna nei confronti del collega di Giunta Enrico Daga. E lo fa respingendo le ricostruzioni che, a suo giudizio, sarebbero alimentate da «presunzione e pettegolezzo», ma soprattutto escludendo che all’interno della Giunta siano stati utilizzati linguaggi sessisti o intimidatori: «non li avrei permessi né tollerati io per primo».

Cacciotto difende il lavoro della sua squadra, sulla quale continua a riporre fiducia. «Non posso non apprezzare la passione, l’intelligenza e le competenze con cui ciascun assessore e assessora contribuisce quotidianamente a concretizzare il programma di mandato». Ammette che ci sono stati momenti di confronto particolarmente acceso, «in politica ci sta», spiega, richiamando la coalizione «alla massima responsabilità, al massimo sforzo e alla massima compattezza». In chiusura della nota del primo cittadino una frecciata al vetriolo rivolta a chi avrebbe contribuito a esasperare il caso. «A chi annacqua e sporca il confronto, all’evidenza, non interessa né il rispetto delle istituzioni né il rispetto delle persone. La politica, deve invece tutelare lo spazio e la qualità del dibattito pubblico e nutrirlo con verità e responsabilità».

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