L’ombra di 97 gigantesche pale eoliche off-shore prende forma e si allunga sempre più scura sulle coste sud occidentali della Sardegna. Porta la data del primo settembre il provvedimento del Ministero dell’ambiente che conclude la fase di scoping sul progetto di installazione di 55 torri del vento alte 320 metri davanti a Capo Pecora. La società che le propone, la Renewables Energies Ltd, con sede a LondAra ma con direttore sardo, ha ricevuto le indicazioni operative per presentare lo studio di impatto ambientale e ottenere l’eventuale via libera. Alla battuta finale, invece, l’iter per l’approvazione di 42 aerogeneratori di 285 metri distribuiti su circa 116 chilometri quadrati di mare di fronte a Capo Altano, Fontanamare, Porto Paglia e non lontano da Porto Flavia e Buggerru. Il Ministero della Cultura ha già detto sì, ma si è espresso anche il Mase. Ed è in corso la "valutazione dei pareri”.

Le 55 torri

Il quadro ministeriale sull’ennesima “sfida” eolica alla Sardegna è stato delineato a Roma dal coordinatore della sottocommissione Pniec Elena De Luca, che ha firmato la chiusura della fase di scoping, avviata ad aprile 2025, per l'eolico sulla rotta del tonno: 55 torri pensate al largo dell’Iglesiente (23 chilometri da Capo Pecora) e approdo a terra a Portoscuso, attraverso un cavo sottomarino lungo 60 chilometri. I tecnici della società che hanno elaborato i documenti assicurano che «gli elaborati grafici mostrano in maniera piuttosto chiara che il parco eolico in progetto sarà difficilmente distinguibile dalla costa». Ma l’osservatore viene ipotizzato dalla spiaggia. Mentre solo Capo Pecora raggiunge i 500 metri: il punto di vista è diverso.

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