Passa a maggioranza, in Comune a Sassari, il nuovo regolamento sulla gestione di rifiuti. Stamattina a Palazzo Ducale, nella commissione Ambiente presieduta da Walter Pani, il via libera alle indicazioni per la raccolta che dovranno essere approvate in Consiglio comunale. Quanto disposto dalla struttura è stato illustrato dall’assessore alla Transizione ecologica, Salvaguardia del territorio e Decoro urbano, Pierluigi Salis, dal dirigente del settore, Giovanni Pisoni e dalla funzionaria Deborah Manca. I primi articoli, meno impattanti, fanno riferimento all’accorpamento di barattolame e plastica o all’aumento a 500 metri quadri per avere la compostiera. Le novità riguardano la gestione delle utenze collettive con l’obiettivo di arrivare al porta a porta integrale mentre si avvicina la nuova gara di appalto del maggio 2027. «Si è cercato di risolvere alcuni problemi dettati dal porta a porta nelle utenze collettive, come i centri commerciali o i condomini con più di 10 utenze, con l’individuazione di aree private da dedicare al ricovero delle attrezzature e con l’autorizzazione da parte del condominio all’accesso degli operatori incaricati del ritiro dei rifiuti e degli agenti della polizia locale cui compete la verifica della corretta differenziazione dei rifiuti e l’applicazione delle eventuali penali», ha spiegato Salis ai commissari. «Laddove- ha aggiunto- sono assenti spazi privati idonei al ricovero delle attrezzature, i condomini di grandi dimensioni potranno richiedere l’utilizzo gratuito del suolo pubblico per la realizzare dei gabbiotti dove riporre i mastelli, ovviamente secondo standard di uniformità che garantiscano omogeneità estetica, funzionale e di decoro urbano». L’altra misura studiata dagli uffici concerne i tempi e le modalità per eventuali sanzioni. I passaggi della prescrizione vedono un preavviso di non conformità e 72 ore di tempo per trovare una soluzione alle criticità scoperte dagli operatori. Se non avvenisse il Comune potrà intervenire applicando però all’utenza i costi sostenuti. «Costruiamo un sistema di raccolta adeguato alle esigenze rappresentate dalle cittadine e dai cittadini, ma anche da chi è titolare di utenze non domestiche, con l’obiettivo di non fare del porta a porta un dogma, ma un modello che funzioni grazie alle dovute eccezioni e ai dovuti correttivi, necessari tra quartieri così diversi tra loro dal punto di vista abitativo, urbanistico e della mobilità», commenta il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia.

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