Alghero, la lite in casa Pd diventa scontro politico. Gli avversari: «Se fosse vero subito le dimissioni di Daga»
A fare discutere presunte aggressioni verbali. L’assessore: «Ricostruzioni fantasiose»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si allarga lo scontro politico sul caso che coinvolge i due assessori del Pd Raffaella Sanna ed Enrico Daga, scoppiato da una segnalazione per presunte aggressioni verbali. Dopo la nota congiunta del centrodestra, intervengono anche Lina Bardino, presidente provinciale di Azzurro Donna e consigliera comunale di Forza Italia, e Nina Ansini, consigliera comunale e metropolitana. Intanto Forza Italia, Udc, Lega, Fratelli d’Italia, Prima Alghero e Riformatori chiedono un intervento del sindaco Raimondo Cacciotto.
«Se quanto denunciato dall’assessora Sanna dovesse trovare conferma, saremmo davanti a un quadro estremamente preoccupante», sostengono le opposizioni. Il sindaco, a giudizio degli avversari politici, avrebbe il dovere di verificare, ascoltare e intervenire.
A Daga viene invece rivolto l’invito a considerare l’opportunità di un periodo di riflessione. Dalla maggioranza il consigliere Marco Colledanchise ipotizza le dimissioni dell’assessore Daga. «Qualora i fatti denunciati trovassero conferma - dice - ritengo che non vi sarebbero più le condizioni politiche perché Enrico Daga possa continuare serenamente a ricoprire il ruolo di assessore. A mio giudizio, le sue dimissioni rappresenterebbero già oggi un segnale importante di responsabilità e rispetto delle istituzioni», riferisce esprimendo solidarietà all’assessora Sanna.
Sulla vicenda intervengono anche le azzurre Lina Bardino e Nina Ansini. «Se le accuse avanzate dall’assessora Sanna dovessero trovare conferma e risultare accertate - affermano - saremmo davanti a un fatto di estrema gravità, tale da imporre una riflessione anche sul piano della misoginia e della cultura politica maschilista». Le due esponenti di Forza Italia sollecitano in particolare una presa di posizione della Rete delle Donne.
Daga, sui social, intanto, fa sapere di essere stato preso alla sprovvista. «Cado dalle nuvole - scrive - e mi meraviglia che donne e uomini realmente maltrattati da alcuni politici locali si accodino a ricostruzioni della realtà fantasiose contravvenendo alla normale dialettica politica. Personalmente non ho elementi per commentare una vicenda che riguarda il rapporto tra un' assessora e il sindaco. Se esistono questioni sarà il sindaco, come è giusto che sia, a fare le proprie valutazioni. Quello che mi colpisce - aggiunge - è la velocità con cui banali dinamiche interne diventano un caso mediatico. In politica il confronto esiste, a volte acceso, ma fa parte della dialettica. Per quanto mi riguarda, continuerò a fare quello che facciamo ogni giorno in giunta: confrontarci, spronarci e motivarci per dare risposte concrete alla città, con la franchezza necessaria».
Infine un avvertimento: «Sto seriamente pensando di adire alle vie legali nei confronti di chi sta cercando in tutti i modi di diffamarmi. Anche perché ho una moglie e un figlio a cui devo rendere conto».
