Questione di ore, la svolta arriverà al più tardi domani. Ugo Cappellacci dovrà convocare i partiti di maggioranza e sarà quasi sicuramente il tempo della nuova Giunta. È la strada unica, perché dall'altra parte resta solo il corto circuito politico, con il baratro delle elezioni. Dopo l'azzeramento delle deleghe a tutti gli assessori, il governatore, venerdì, ha aperto una crisi a tempo, chiedendo «quarantott'ore di riflessione» prima della decisione.

LA CONVOCAZIONE Gli alleati aspettano la chiamata fondamentale per il rilancio dell'azione di governo, anche se la guardia resta alta, soprattutto per Psd'Az e Riformatori che giovedì avevano chiuso la strada a ogni ulteriore confronto («ormai superfluo») con il governatore. Ma non ci sarà più spazio per le trattative. Il cerchio dovrà essere chiuso per forza: l'assenza degli assessori rischia di provocare la paralisi amministrativa e martedì ci sono gli stati generali in Consiglio, con l'audizione dei parlamentari, dei sindacati, delle imprese.

GLI SCENARI POSSIBILI La proposta di Cappellacci non dovrebbe prescindere dall'equilibrio dei numeri che ha finora paralizzato le trattative. Il rafforzamento politico della Giunta passerà attraverso la ripartizione degli incarichi tra i partiti. Salvo sorprese, il governatore porterà avanti la sua linea, con cinque assessorati assegnati al Pdl, cinque agli alleati e due ai tecnici.

LE CANDIDATURE Le certezze assolute nel partito di maggioranza relativa sono Giorgio La Spisa (Programmazione) e Antonello Liori (Sanità), blindati dalle loro dimissioni dal Consiglio, frutto dell'incompatibilità disposta dalla legge statutaria (caduta per i vizi di costituzionalità) al tempo delle elezioni (febbraio 2008). Per le altre tre caselle è certa la ripartizione territoriale: un posto andrebbe a Nuoro (Silvestro Ladu o Pietro Pittalis), uno a Sassari (Nicola Rassu), mentre il terzo potrebbe passare per Cagliari (Ignazio Artizzu), Oristano (Mario Diana) o Olbia (Matteo Sanna), sempre che la Gallura resti fuori dalla nuova riorganizzazione dei vertici del Pdl. Ma le tappe forzate di queste ore potrebbero far saltar fuori anche altri nomi. Ormai è quasi certa la riconferma di due tecnici: Ketty Corona (Affari generali) e Andrea Prato (Agricoltura).

GLI ALLEATI Se Cappellacci porterà avanti la linea tracciata nei giorni scorsi, gli altri partiti di maggioranza avranno a disposizione cinque poltrone in Giunta: due andrebbero all'Udc (Giorgio Oppi e Sergio Milia), una al Psd'Az (Giacomo Sanna), una ai Riformatori (Michele Cossa o Pierpaolo Vargiu), una all'Uds (Mario Floris). Non è mistero che tra gli attriti degli ultimi giorni c'è la richiesta, avanzata soprattutto da Quattro mori e Riformatori, di un'altra casella, con un assessorato da assegnare proprio ai sardisti. Aspettativa finora negata da Cappellacci, con l'Udc peraltro di traverso (ha chiesto a sua volta una terza poltrona), per il rischio di vedere annullata la differenza di forza elettorale (quasi il doppio dei voti incassati alle urne) con i sardisti.

DELOGU A MILANO Cappellacci attende anche il ritorno del leader del Pdl Mariano Delogu dalla Festa della libertà, organizzata da Silvio Berlusconi a Milano, che si concluderà oggi. Ieri il senatore sardo è intervenuto all'appuntamento del Castello Sforzesco, sottolineando che «il governo e il suo presidente in due anni hanno fatto interventi sostanziali per avviare la ripresa di industrie importanti come Alcoa, Eni, Vinyls e Legler». Delogu si è detto poi certo che «l'aumento delle risorse a disposizione della Sardegna, con lo sblocco dei fondi Fas, consentirà di portare avanti gli interventi fondamentali per il futuro dell'Isola».
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