Sono state inviate le prime osservazioni sul progetto eolico denominato “Ruina Fielli”, che prevede la realizzazione di cinque torri nei territori comunali di Mandas e Gesico.

Ma il confronto non è ancora chiuso: per la presentazione di ulteriori osservazioni c’è tempo sino al termine della giornata di oggi, mercoledì 2 settembre. Al centro della contestazione c’è, in particolare, la località S’Ecca de sa Muta. Secondo quanto riportato nella relazione allegata al progetto, nell’area interessata dagli interventi non emergerebbero evidenze archeologiche né particolari criticità idrologiche.

È proprio questo passaggio a suscitare le maggiori perplessità da parte di chi conosce il territorio e chiede ulteriori verifiche prima dell’apertura dei cantieri.

«Le fotografie raccolte nell’area - sostiene Carlo Carta, presidente della Pro loco di Gesico - mostrano quella che viene interpretata come una possibile antica viabilità interrata, situata a una profondità stimata di circa uno-due metri. La natura della struttura  dovrà naturalmente essere accertata attraverso indagini archeologiche specifiche».

Un’altra preoccupazione riguarda la conformazione del terreno. Secondo le segnalazioni raccolte, nella zona a monte dell’area interessata dal progetto l’acqua tenderebbe ad accumularsi, creando depressioni e veri e propri invasi naturali che, in determinate condizioni, potrebbero provocare fenomeni di ruscellamento, erosione e smottamento.

L’ipotesi avanzata da chi contesta il progetto è suggestiva: un antico insediamento e la viabilità che attraversava l’area potrebbero essere stati progressivamente sepolti da movimenti di terreno e accumuli di fango. Si tratta, però, di un’ipotesi che necessita di essere verificata scientificamente. «Prima di realizzare opere di grandi dimensioni e procedere con scavi profondi, sarebbe necessario comprendere con maggiore precisione la storia archeologica e la dinamica geomorfologica del sito», conclude Carta.

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