Senorbì celebra Sant’Isidoro: fede, tradizione e trattori in processione
Una giornata all’insegna della devozione e delle tradizioni contadinePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sarà una giornata all’insegna della devozione e delle tradizioni contadine quella in programma oggi, sabato 9 maggio, a Senorbì per la festa dedicata a Sant'Isidoro Agricoltore. I festeggiamenti sono organizzati dal Comitato Sant’Isidoro 2026, in collaborazione con la parrocchia di Santa Barbara e con il patrocinio del Comune e della Protezione Civile. Il programma prenderà il via alle 18 con la santa messa nella chiesa parrocchiale, celebrata dal parroco don Giancarlo Dessì. Alle 18.40 partirà la tradizionale processione con il simulacro del santo lungo le vie del centro abitato. Ad accompagnare il corteo saranno i suonatori locali, i gruppi folk di Senorbì e di Siurgus Donigala (Sa Roda), oltre ai cavalieri e agli agricoltori con i trattori, simbolo del forte legame del paese con il mondo rurale. La processione si concluderà nella chiesa di Santa Mariedda con la benedizione dei fedeli e un rinfresco aperto alla comunità. In serata, alle 20.30, spazio alla musica tradizionale con l’esibizione dei suonatori Tonio Loi, Marco Sollai e Luigi Cordeddu.
Il presidente del Comitato, Gabriele Mura, ha ringraziato il parroco, la popolazione e tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione della festa: amministrazione comunale, Misericordia, Protezione Civile, associazione Carabinieri, Confraternita e campanari. La festa di Sant’Isidoro rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità senorbiese. Pur avendo sviluppato negli anni un’economia sempre più legata al commercio e ai servizi, il paese continua infatti a custodire la propria identità agricola. Negli ultimi anni, inoltre, molti giovani hanno riscoperto il lavoro nei campi, rilanciando e innovando antiche tradizioni legate alla coltivazione della terra. Sant’Isidoro, nato a Madrid intorno al 1080 e morto nel 1130, è il patrono degli agricoltori. Contadino profondamente religioso, secondo la tradizione dedicò la vita al lavoro e alla preghiera. Canonizzato nel 1622, è venerato in particolare in Spagna, in Sardegna e in diversi Paesi dell’America Latina.
