Nessun segno evidente di violenza sui resti di Giovanna Piras, la bidella asseminese scomparsa nel gennaio del 2014, ritrovati ieri notte da una coppia in un terreno di via Coghe, a poca distanza dal centro abitato di Assemini.

Per questo gli inquirenti sarebbero orientati a escludere che la donna sia stata uccisa.

L'ipotesi più probabile, secondo i primi accertamenti svolti dai carabinieri della stazione di Assemini, della compagnia di Cagliari e del nucleo investigativo provinciale, sembra essere quella del suicidio (accanto al corpo della donna sono state recuperate delle boccette di farmaci) oppure del malore o svenimento con conseguente morte per il freddo.

La conferma arriverà dagli ulteriori esami in laboratorio svolti dal medico legale Roberto Demontis su disposizione del pm Diana Lecca.

La presenza di ossa in un campo recintato (ma in parte accessibile) è stata notata da una signora di Assemini che passeggiava nella zona.

Dietro un vecchio macchinario (abbandonato da molti anni) per la lavorazione del cemento e accanto a manufatti di legno ha visto dei resti, pensando in un primo momento potessero essere di qualche animale.

Il luogo del ritrovamento
Il luogo del ritrovamento
Il luogo del ritrovamento

Ha poi chiamato il marito che solo una volta rientrato dal lavoro è andato insieme alla moglie per verificare di cosa si potesse trattare.

Verso le 21.30 di giovedì la coppia ha avvisato i carabinieri.

Soltanto dopo alcune ore i militari hanno accertato che si trattava del corpo, ormai in stato scheletrico, della donna scomparsa nel gennaio del 2014.

I resti erano in parte nascosti dalla terra con le radici che avevano invaso anche gli indumenti.

Accanto sono state trovate diverse boccette di farmaci e una borsa con i documenti della bidella.

La notizia ha sconvolto i familiari della donna: "Speravamo nel miracolo", hanno detto sorelle e nipoti.

Il marito Giorgio Garau ha sempre sostenuto che la moglie fosse viva, parlando anche di una misteriosa visita nella casa da parte della donna pochi giorni dopo la scomparsa.

Garau, da tre mesi, è in carcere perché accusato di aver molestato una giovane nella spiaggia del Poetto.

L'INTERVISTA AL MARITO DEL 24.09.2015

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