Ombrelloni vietati a Punta Molentis, la polemica finisce sul Guardian. Il sindaco: «Presto la nuova ordinanza»
Ombra consentita solo a bimbi e over 65. Il primo cittadino di Villasimius, Gianluca Dessì: «Presto l’ok a uno per ogni auto»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ombrelloni vietati a Punta Molentis per chi ha un’età compresa fra gli 11 e i 65 anni e il caso finisce anche sul Guardian. «Per poter piazzare un ombrellone – scrive l’autorevole testata britannica, riportando alcuni commenti da parte dei turisti – forse l’unica cosa da fare è affittare un bambino. Oppure andare al mare col nonno».
Caso internazionale
L’ordinanza che nel giro di pochi giorni ha portato il nome di Villasimius (davvero) in giro per il mondo è quella del sindaco Gianluca Dessì. Un provvedimento emanato per proteggere la spiaggia-gioiello in seguito alla devastazione subita prima dall’incendio (era lo scorso luglio) e poi dal ciclone Harry. «Si rende necessario – sono le testuali parole dell’ordinanza - adottare misure straordinarie per la tutela ambientale del sito» e dunque è indispensabile «contenere il carico antropico entro limiti compatibili con le attuali condizioni dell’arenile». E così, rispetto al 2025, il numero delle persone che possono stare in spiaggia è sceso da 700 a 250 (150 via terra e 100 via mare). Ogni persona – a prescindere dal mezzo con cui raggiunge il parcheggio – deve pagare un ticket da dieci euro. Cinque euro invece per chi arriva via mare. Settanta al massimo, in ogni caso, le auto in sosta consentite.
Gli operatori
Tutto, appunto, «per la tutela dell’ambiente». Eppure non è chiaro in che modo il mezzo stop agli ombrelloni possa contribuire a salvare la spiaggia. «Mi rendo conto – spiega Sergio Ghiani, socio del consorzio turistico e uno dei principali imprenditori del paese – che occorre salvaguardare Punta Molentis, non capisco però perché l’ombrellone sia vietato a chi ha 64 anni ma non a chi ne ha 66». Se proprio si vuol puntare sugli ombrelloni «si dimostri in maniera scientifica – aggiunge – che danneggiano l’arenile, ma a quel punto si vietino per tutti indistintamente. Al limite restino solo quelli della concessione, ombrelloni che non corrono il rischio di perdere la punta di plastica tra la sabbia e dunque di inquinare». Quanto al ticket «mi sembra poco opportuna una tariffa a persona di dieci euro per chi arriva via terra. Forse sarebbe meglio ritornare alla tariffa per auto, magari anche di venti euro. Ma assicurando il reinvestimento di quei soldi nella tutela dell’ambiente».
Nuova ordinanza
Il sindaco Gianluca Dessì non si dice per nulla dispiaciuto dell’interesse del Guardian: «Fa piacere – sottolinea – vedere quanto tutti abbiano a cuore la tutela di Punta Molentis. Una spiaggia che per noi è il nostro monumento».
Quanto all’ordinanza precisa che «è stata emanata ai primi di giugno come deterrente, per porre un freno immediato all’invasione in corso». Poco prima c’era stata una riunione con tutti gli enti coinvolti: Capitaneria, Agenzia regionale del Demanio, Area Marina e Comune. «Le soluzioni – aggiunge Dessì - erano due, chiudere del tutto o limitare così come è stato fatto in attesa di approfondimenti sulle condizioni della spiaggia. In questi giorni è stata fatta un’attenta valutazione scientifica – conclude – e abbiamo visto che la depressione che c’era si è asciugata. Emanerò tra oggi e domani una nuova ordinanza che consentirà l’utilizzo di un ombrellone per auto. Potranno inoltre accedere altre 40 persone in più via terra per un totale di 190». In ogni caso «la situazione è variabile, l’ordinanza potrà essere rivista durante la stagione in base alla conformazione della spiaggia. Qualsiasi decisione viene presa per salvaguardare l’ambiente e far convivere l’uomo e chi ha le attività».
La frecciata
Dessì, infine, non risparmia una frecciatina: «In Sardegna ci sono altre importanti spiagge col divieto di ombrellone e persino di asciugamano ma non ho mai visto tutte queste polemiche. Vorrei inoltre ricordare che sino al 2014 entravano duemila persone a Punta Molentis e oltre 800 macchine. Senza controllo».
