«La politica, se ti piace davvero, la devi pagare tu. Non deve essere la politica a pagare te». Salvatore Piu parte da qui per raccontare i suoi quindici anni da sindaco di Muravera e un percorso amministrativo lungo venticinque anni tra consiglio comunale, assessorati e fascia tricolore. A 76 anni, medico ortopedico, si prepara a lasciare il municipio senza ricandidarsi alle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno prossimi. E nel suo commiato preferisce parlare più di valori e responsabilità che di opere e numeri.

«Ho sempre vissuto la politica come servizio – sottolinea - Non ho mai pensato allo stipendio da sindaco o da assessore come a un obiettivo. Vorrei che chi oggi si candida partisse da questo stesso principio, perché amministrare un Comune significa sacrificare tempo, energie e spesso anche vita privata».

Tra le cose che rivendica con maggiore orgoglio non ci sono soltanto le opere pubbliche o i bilanci in ordine, ma anche piccoli risultati che considera concreti e tangibili. «Sono stato uno dei pochi ad aver creato posti di lavoro – aggiunge - Può sembrare poco, ma in tempi come questi non lo è affatto. Anche questo significa amministrare bene: dare opportunità alle persone».

Il sindaco uscente rivendica però anche il lavoro svolto negli ultimi cinque anni. Anni non semplici. La relazione di fine mandato parla di circa 15 milioni di euro investiti tra opere pubbliche, scuole, ambiente, viabilità, efficientamento energetico e turismo.

«In questa consiliatura abbiamo affrontato anni difficili – dice ancora Piu - Prima il Covid, poi la carenza di personale, i continui problemi burocratici e i vincoli economici. Nonostante questo siamo riusciti a portare avanti tanti interventi importanti e a lasciare il Comune con i conti in ordine».

Tra i risultati che considera più significativi cita gli investimenti sulla viabilità, in particolare verso Costa Rei, gli interventi sugli edifici scolastici e il potenziamento dei servizi sociali. «Abbiamo cercato di migliorare Muravera senza stravolgerla».

Il turismo, in effetti, rappresenta uno dei dati positivi del mandato che sta per concludersi come ben testimoniano gli introiti dell’imposta di soggiorno, passata dai circa 350 mila euro del 2021 a oltre un milione di euro nel 2025.

«Questa crescita non arriva per caso - osserva il sindaco - Dietro ci sono interventi sul territorio, sul centro storico, sulla valorizzazione culturale e ambientale. Ma bisogna stare attenti: Muravera deve continuare a crescere senza perdere la sua identità».

Nel ricordare il proprio percorso personale, Piu insiste sul rapporto tra professione e impegno pubblico. «Io non ho mai smesso di lavorare come medico – dice – Anche prima del mio collocamento a riposo, nei periodi in cui ho ricoperto la carica di sindaco, continuavo la mia attività professionale. Non ho mai perso un giorno di lavoro, né quando ero responsabile dell’ortopedia a Muravera né durante l’esperienza all’ospedale Marino di Cagliari».

Poi una battuta che ben sintetizza il giudizio sulla sua esperienza amministrativa: «Visto che sono qui da tanti anni e non mi hanno cacciato via in malo modo, direi che il bilancio può essere considerato positivo».

Nessuna indicazione politica, invece, in vista del voto di giugno. «Ho il massimo rispetto della democrazia e auguro buona fortuna a tutti i candidati – afferma - Se hanno deciso di fare questo passo significa che credono nelle loro capacità e nelle loro idee. Preferenze? No, assolutamente».

Più che consegnare una ricetta amministrativa, Piu lascia un auspicio. «A chi verrà dopo di me consiglio soprattutto di ascoltare la gente – dice - I numeri contano, i bilanci sono importanti, ma amministrare un paese significa capire i problemi quotidiani delle persone, soprattutto delle famiglie più fragili».

E guardando al futuro personale conclude con semplicità: «Adesso spero soprattutto di conservare la salute. Ai cittadini auguro un’amministrazione seria, concreta e capace di lavorare davvero per il bene di Muravera».

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