Incendio alla Saras, il comitato: «Verità sulle cause e sull’allarme: non ha suonato»
Inviate richieste di chiarimenti a Ministero, Comune e Arpas sul rogo scoppiato all’interno della raffineria. L’azienda: evento circoscrittoL’incendio c’è stato, i danni pure. L’azienda minimizza ma il comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Sarroch vuole chiarezza e, attraverso Pec inviate a vari enti, chiede informazioni dettagliate sul rogo scoppiato ieri mattina all’interno della raffineria di Sarroch.
«L’impianto Ccr (Continuous Catalytic Reformer) non è un impianto marginale», si legge in una nota, «è una unità centrale della raffineria, nella quale si trasformano le nafte in componenti pregiate della benzina e si produce idrogeno per altri processi industriali. Proprio per questo, quanto accaduto non può essere liquidato con formule generiche o rassicurazioni di circostanza».
La Sarlux ha fatto sapere che «l’evento, circoscritto alla sola unità, è stato prontamente gestito dal personale operativo. Per coordinamento informativo, è stato contattato il comando provinciale dei Vigili del Fuoco, che ha potuto fornire così riscontro alle segnalazioni pervenute alla loro centrale. Non si registrano impatti su persone ed ambiente».
Il fatto più grave, secondo il comitato, è un altro: «Il Comune di Sarroch, a oltre ventiquattro ore dall’evento, non ha ancora informato pubblicamente la cittadinanza. I cittadini hanno appreso la notizia il pomeriggio da fonti esterne, da canali giornalistici e dalle immagini diffuse pubblicamente, non dall’amministrazione comunale».
Su un evento verificatosi all’interno di un impianto industriale di tale rilievo, «il silenzio istituzionale è inaccettabile. La popolazione ha diritto a una informazione tempestiva, chiara, verificabile e istituzionale».
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che viene definito di «estrema delicatezza, che dovrà essere verificato con assoluta urgenza: sono infatti pervenute convergenti segnalazioni da lavoratori e familiari di lavoratori della raffineria, secondo cui non sarebbe stato attivato neppure il sistema di allarme interno. Se confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo, che chiamerebbe in causa non solo la gestione dell’evento, ma anche la tutela concreta delle maestranze».
Il comitato si è rivolto a vari enti, dal ministero dell’Ambiente, all’Arpas, passando per il Comune di Sarroch, per chiedere «gli atti e le comunicazioni relative all’incendio; la causa dell’innesco e la dinamica reale dell’evento; le parti impiantistiche coinvolte; le eventuali conseguenze emissive e ambientali; le procedure di emergenza attivate; il flusso delle comunicazioni tra gestore, Comune ed enti di controllo; la verifica sull’eventuale mancata attivazione dell’allarme interno; le ragioni per cui il Comune non abbia ritenuto di informare la popolazione».