La furia del ciclone Harry ha danneggiato gravemente anche l’area della Laguna di Nora, colpendo profondamente le infrastrutture del Parco lagunare e creando grossi danni e perdite ingenti alle attività ittiche locali.
È il Ceas (Centro di educazione ambientale e sostenibilità) a fare una cernita di tutte le criticità causate dall'ondata di maltempo delle scorse settimane. L’argine a mare che delimita la laguna, unica strada di accesso al parco, ha subito la pressione costante delle onde, che continuano tutt’oggi, e la forza dell’acqua ha causato profonde voragini non rendendo più possibile nemmeno un passaggio di servizio. Il ciclone ha fatto crollare le staccionate di protezione del lato laguna e divelto il rivestimento del muretto di protezione a mare, che per fortuna ha resistito alla furia delle onde. Per quanto concerne le strutture degli impianti di pesca e rimonta del novellame, situate nelle due bocche a mare della laguna, i danni ingenti hanno compromesso anche la funzionalità del ponte di accesso all’argine, deteriorando le travi di sostegno e non rendendolo più sicuro per sopportare il peso di mezzi motorizzati.

Lungo la Penisola Fradis Minoris la furia del ciclone ha fatto crollare in due punti la panchina tirreniana, anticipando eventi che normalmente si compiono in tempi geologici. La spiaggia fossile, sfruttata dagli antichi romani come cava di arenaria, ha subito infatti cedimenti strutturali in due punti, uno dei quali ha interrotto la viabilità interna verso la bocca a mare della laguna, situata in prossimità della spiaggia di Agumu.

Inoltre, per scongiurare l’esondazione dei torrenti immissari con il conseguente allagamento dei terreni circostanti, è stato garantito il deflusso delle acque, aprendo le griglie di protezione della bocca a mare, perdendo una considerevole percentuale, stimata nel 40%, del prodotto ittico, compromettendo le produzioni della pesca. L’attività è al momento paralizzata, dice il presidente della Cooperativa Giuseppe Ollano, che ha riferito che «per scongiurare la compromissione dell’apertura stagionale del Parco lagunare e la ripresa delle attività, stiamo attivando tutti i possibili canali di aiuto. Perché questa volta da soli veramente non ce la facciamo. In 40 anni di gestione della laguna abbiamo assistito a eventi calamitosi importanti ma mai abbiamo visto onde di 6 metri abbattersi con la frequenza e la furia del ciclone Harry».

«Il coraggio non ci mancherà- afferma la direzione del Ceas- e con l’aiuto dell’amministrazione regionale e, soprattutto, del Comune di Pula, attivo sin dai primi momenti, vogliamo restituire alla Laguna di Nora tutta la bellezza paesaggistica che la contraddistingue, per restituirla a scuole, cittadini e turisti che ogni anno la visitano, imparando a conoscere un ecosistema importante come quello lagunare». Il sindaco di Pula, Walter Cabasino ha tenuto a sottolineare che: «Per il Comune il Ceas è una importantissima risorsa per la comunità e il territorio. Per questo speriamo in un rapido ristoro dei danni, così che il Centro di educazione ambientale possa riprendere al più presto le attività produttive correlate».

(Unioneonline/v.f.)

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