Del futuro del servizio idrico a Sinnai si è parlato in consiglio comunale. Il consigliere di minoranza Roberto Loi, di "Uniti per Sinnai), ha presentato un'interrogazione sulla gestione del servizio idrico, oggi affidata in forma autonoma alla società AcquaVitana, con scadenza fissata al 2030. «Per continuare a gestire l'acqua anche dopo quella data occorrerà avviare per tempo un percorso non semplice — ha osservato Loi —. È un bene essenziale per tutti i cittadini e i tempi appaiono ormai stretti». Il consigliere ha chiesto come l'amministrazione intenda muoversi per garantire l'autonomia oltre il 2030, se esista già un percorso con tempi chiari, quali rischi siano noti e come Consiglio e cittadinanza verranno coinvolti.

Il sindaco Barbara Pusceddu ha rivendicato il valore della gestione locale, che distingue Sinnai dai Comuni serviti dal gestore unico Abbanoa: «Una gestione premiata da Arera per la riduzione delle perdite idriche e per il rapporto con i cittadini, con un servizio attivo 24 ore su 24 che copre Sinnai e Solanas. L'acqua è un bene pubblico primario e una risorsa strategica inalienabile».

«Le scadenze impongono di agire con decisione e senza improvvisazioni: il percorso è già tracciato — ha spiegato il sindaco —. Il prossimo passaggio sarà una delibera di indirizzo, da inviare a Egas e alla Regione». La strada, ha ammesso, è in salita: «La normativa nazionale oggi non ci è favorevole: dobbiamo costruire una società in house forte, con valutazioni tecnico-economiche rigorose, anche per la liquidazione del socio privato, a tutela dei bilanci comunali. Sono passaggi complessi, soprattutto giuridici: serviranno più di due o tre anni. Ogni decisione dovrà essere forte e inattaccabile, per non gravare sulle tasche dei cittadini ed evitare ricorsi. Il rischio più grande è l'inerzia, che porterebbe all'assorbimento del servizio nella gestione unica». Da qui l'impegno alla trasparenza: «Non è la battaglia di un sindaco o di una parte politica, ma di tutta la comunità: nulla avverrà a stanze chiuse, riferiremo nelle commissioni e porteremo gli indirizzi in aula».

Soddisfatto della risposta, Loi ha rilanciato: «Tutti in paese giudicano ottimo il nostro servizio e non vorrebbero passare ad altri. La mia preoccupazione sono le lungaggini burocratiche: il 2030 sembra lontano, ma è vicinissimo, e serve un progetto rigoroso per ottenere da Egas concessioni e autorizzazioni. Perdere questa opportunità sarebbe gravissimo per la cittadinanza». La proposta: una riunione allargata per costruire insieme una posizione unanime.

Raffaele Serreli

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