«Un episodio tra i tanti», racconta Mario Vicentini, presidente dell’associazione di volontariato Alba, «abbiamo portato al Pronto soccorso una donna di 102 anni con una frattura al braccio, poverina, non si lamentava più di tanto, solo, chiedeva in continuazione “ma dov’è il dottore? Dov’è il dottore?”. Ha atteso oltre sei ore a bordo dell’ambulanza». Ancora: «L’altro giorno c’erano quindici mezzi in fila fuori da un ospedale, di conseguenza, disponibili, in giro nell’area metropolitana di Cagliari, ce n’erano soltanto altri due, uno a Pula e uno a Burcei».

Vicentini conferma e ribadisce quello che sta accadendo in questi giorni, da Natale a oggi: «Siamo in una situazione di collasso operativo, un quadro drammatico nei tre Pronto soccorso cittadini, al Santissima Trinità, al Brotzu e al Policlinico, a causa della mancanza di posti letto, della carenza di personale, e delle scarse risposte ai bisogni di assistenza primaria che dà il territorio, quindi, quasi tutti si riversano su Cagliari, che non regge il carico».

Una situazione esplosiva in tutta l’Isola: i Pronto soccorso che funzionano sono al collasso. Anche a San Gavino lunga fila di barelle in corsia e attese fino a 36 ore.

llllIl casoLa fila di barelle con i pazienti in attesa di una visita al Pronto soccorso di San Gavino
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llll Il caso La fila di barelle con i pazienti in attesa di una visita al Pronto soccorso di San Gavino  

«Noi i codici rossi e arancioni riusciamo a prenderli in carico nei tempi giusti», spiega il direttore generale dell’Arnas Brotzu Maurizio Marcias, «ma il problema sono gli altri, il 60% degli accessi al Pronto soccorso riguarda codici bianchi e verdi, cioè pazienti che dovrebbero essere assistiti nel territorio, dalle guardie mediche o dai medici di base. E bisogna riattivare anche le emergenze nei piccoli ospedali». Detto questo, «il problema gravissimo è la mancanza di posti letto».

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