Si chiude in Cassazione, dopo quasi dieci anni, la vicenda giudiziaria di Mauro Pili, ex parlamentare, già presidente della Regione e oggi giornalista, contro i vertici di Abbanoa. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari che aveva confermato la condanna per diffamazione nei confronti dei vertici del gestore unico dell'acqua: il fatto non costituisce reato.

Nessun nuovo giudizio, dunque: la condanna, inflitta in primo e secondo grado, è cancellata in via definitiva. Al centro della vicenda la battaglia di Pili contro i conguagli, per oltre 106 milioni di euro, chiesti da Abbanoa agli utenti sardi, e la class action a cui aderirono più di 25mila persone.

Le sue parole, certamente durissime di Pili, erano state giudicate diffamatorie dai giudici, con un risarcimento di 15mila euro all'allora amministratore unico Alessandro Ramazzotti. I difensori, Benedetto Ballero e Maurizio Scarparo, hanno invocato il diritto di critica, anche politica. «Una battaglia civica, morale, etica», dice Pili. Per le motivazioni si attende il deposito.

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