Oristano, sequestrato l'impero del responsabile dell'Urbanistica
Sequestrato il complesso immobiliare della vecchia Ceramica, circa 4 ettari a est della città. Secondo gli inquirenti l'area da agricola è diventata un centro commerciale a tutti gli effetti con una cinquantina di attività imprenditoriali: uffici, piscine, palestre, discoteche e persino un night.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dalle vecchie fabbriche della ceramica alle palestre, fino ai night club. Ne ha fatto di strada la zona agricola di via Ghilarza, diventata negli anni un vero centro commerciale. Tutto abusivo per la Guardia di Finanza. È finito sotto sequestro il complesso immobiliare di proprietà del presidente della commissione comunale all'Urbanistica Ernesto Pia, ingegnere oristanese di 58 anni. Quattro ettari a est della città su cui nei giorni scorsi sono scattati i sigilli, su disposizione del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Oristano, Francesco Alterio. L'ipotesi delle Fiamme gialle e del procuratore Andrea Padalino Morichini è quella di lottizzazione abusiva. E per l'ex assessore allo Sport della Giunta Ortu è un'altra pesante tegola giudiziaria che si aggiunge ad altre due vicende che già lo coinvolgono.
LE ANOMALIE Nell'ambito di vari accertamenti i militari hanno riscontrato diverse incongruenze e anomalie sulla destinazione d'uso dei fabbricati, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Gli immobili infatti si trovano su un'area che ricade in zona E, agricola ovvero destinata ad attività industriali. Come era appunto la produzione di laterizi, sorta negli anni Trenta nello stabilimento dell'ex Ceramica Alquati (di proprietà della famiglia Pia e in attività fino agli anni Settanta). Nel tempo, però, le cose sono state stravolte. E chiusa la fabbrica, sono rimasti in piedi gli edifici che oggi hanno cambiato totalmente il proprio volto. L'intero complesso è stato frazionato in parti autonome, ognuna delle quali è stata di volta in volta ristrutturata.
IL CENTRO COMMERCIALE I terreni pur mantenendo la stessa destinazione d'uso sulla carta, di fatto venivano trasformati da agricoli in artigianali, commerciali e terziari per la presenza di officine, depositi, piscine, palestre e altri locali. «Violando le prescrizioni e le leggi urbanistiche regionali e statali - ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza Anselmo Mocci - La zona è diventata un centro commerciale a tutti gli effetti, all'interno del quale sono state aperte circa cinquanta attività imprenditoriali». Si va dagli uffici a un centro di catering, passando per negozi, piscine, centri sportivi, centro revisioni auto e uffici.
L'ESCAMOTAGE Il trucco per aggirare le norme urbanistiche era semplice a detta degli inquirenti. «I proprietari chiedevano al Comune le autorizzazioni per poter effettuare i lavori di ristrutturazione, garantendo che la destinazione d'uso non sarebbe mutata», va avanti il colonnello Mocci. In realtà gli immobili sono stati trasformati in locali commerciali. Edifici che sono stati pure affittati ad altre persone. Contratti di locazione regolarmente registrati, con canoni che oscillano dai 500 euro fino a diverse migliaia di euro.
LE INDAGINI Avviate un anno fa, le indagini sono state complesse. «L'unico indagato non compare mai tra i proprietari dell'area, che invece risulta intestata a quattro società che si sono alternate nel tempo - ha spiegato il colonnello Mocci - Addirittura sono state create altre società fiduciarie, tutte con sede legale a Oristano». Ernesto Pia, secondo i militari, avrebbe agito dietro le quinte ma la sua opera sarebbe sempre stata determinante nel progetto di stravolgimento di via Ghilarza. «La trasformazione edilizia e urbanistica sarebbe stata portata avanti dall'indagato che, di volta in volta, risultava formalmente come responsabile tecnico, direttore dei lavori oppure progettista delle numerose iniziative edilizie». Durante le indagini, i militari hanno acquisito l'autorizzazione edilizia rilasciata nel 1995 per l'esecuzione di alcuni lavori: la destinazione è per uso agricolo. «Ma quell'area è stata definitivamente alterata nei suoi aspetti urbanistici - si legge in una nota delle Fiamme gialle - su di essa è sorto il centro commerciale. L'interesse è mutato, la destinazione è diventata commerciale, sicuramente molto più remunerativa di quella agricola».
IL SEQUESTRO Per bloccare la lottizzazione abusiva, ma anche per scongiurare altre violazioni come l'occupazione di locali senza la licenza di agibilità, nei giorni scorsi sono scattati i sigilli su tutti gli immobili. I fabbricati sono stati lasciati, comunque, alle imprese che, con contratti d'affitto, li hanno in concessione.
I PRECEDENTI Il consigliere Ernesto Pia è coinvolto anche in altre due vicende giudiziarie. È in corso il processo che lo vede accusato di discarica abusiva, mentre per citazione diretta dovrà presentarsi in Tribunale per rispondere di abuso edilizio.
VALERIA PINNA