Non tutti si girano dall'altra parte, c'è chi ancora sa tendere la mano al prossimo. Ci si può così salvare per miracolo, agguantare la vita in due minuti grazie a un cittadino onesto. Quel che ha trovato nella sua strada Pier Paolo Scintu, 22 anni, che i medici del San Martino hanno tirato per i capelli dal micidiale choc anafilattico dopo che la triplice puntura di una vespa gli stava complicando terribilmente la vita.

«MILLE GRAZIE» Pier Paolo deve dire grazie non solo alla bravura dei medici dell'ospedale oristanese ma prima di tutto al buon Samaritano che l'ha soccorso. «Senza il suo intervento - ringrazia la mamma Severina Scalas - forse oggi piangerei un figlio. Di quest'angelo non so il nome, vorrei tanto abbracciarlo e dirgli mille volte grazie. Sono attimi che non si dimenticheranno mai». Quando davvero una giornata sbagliata finisce, per fortuna di un'anima buona e di altre pronte e preparate, bene.

LA STORIA Pier Paolo, perito informatico in cerca di occupazione, viaggia in auto col fratello di 14 anni. Rientra a casa, borgata Cirras, dove vive con i genitori. «Improvvisamente - ricorda la mamma Severina - una vespa si infila dentro la maglietta e lo pizzica per tre volte. Mio figlio, nonostante il dolore, va avanti e si blocca solamente in via Laconi perché per fortuna trova il passaggio a livello chiuso, diversamente sarebbe finita forse peggio. Riesce a fermare l'auto e subito dopo sviene, non tanto per il dolore quanto perché va in schock anafilattico. L'altro mio figlio urla, non sa che fare. Non può guidare per l'età. Fortunatamente qualche santo ha voluto che immediatamente arrivasse un signore che si ferma e chiede cosa mai è successo. Mio figlio gli urla che il fratello è svenuto perché punto da una vespa. 'Dio mio, questo è in stato di choc, bisogna portarlo subito in ospedale', dice questo signore. E subito lo carica nella sua auto e lo trasporta a velocità folle al San Martino».

LE CURE Al pronto soccorso scatta il bollino rosso, i medici sono velocissimi, gli praticano le cure e dopo 48 ore lo dimettono.

«Sarebbero bastati altri due-tre minuti e forse non ci sarebbe stato più niente da fare. Di quel signore che gli ha salvato la vita non so nulla, mio figlio non sa neppure il tipo di auto, ricorda solo che aveva a bordo una canna da pesca. Gli sarò sempre grata. Non esistono parole per dirgli grazie», dice ancora Severina Scalas.

Le vespe quest'anno sono particolarmente aggressive, in qualche caso lo choc anafilattico è stato causa di morte, altre volte si è risolto solo con un grande spavento. Come nel caso di Pier Paolo, salvo per un passaggio a livello chiuso e un cittadino che non si chiude davanti al prossimo che chiede aiuto.

ANTONIO MASALA
© Riproduzione riservata