Ivan Pirina, da Arzachena alla conquista del Monte Manaslu (8163 metri)
Il medico 49enne farà parte di una spedizione pronta a salire su una delle vette più elevate e ardue dell’HimalayaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Inizia oggi, domenica, il viaggio dell’arzachenese Ivan Pirina che da Olbia lo porterà, dopo alcuni scali, ad atterrare a Kathmandu, capitale del Nepal, già a 1.400 metri sul livello del mare, ai piedi della catena dell'Himalaya.
Da qui proseguirà verso le soglie del Monte Manaslu che dopo una sosta e i preparativi al campo base, a 4700 metri, s’accingerà a scalare. Impresa ardua, la sua, considerato che solo poco più del 30% degli alpinisti riescono a raggiungere la vetta, che è di ben 8163 metri, quasi due volte quella del Monte Bianco (da Pirina scalato nel 2020).
Medico con studio ad Arzachena, 49 anni, Ivan Pirina ha giù scalato altre vette del mondo, ma questa del Monte Manaslu, ha affermato, «è la più importante della mia vita».
Pirina farà parte di una spedizione internazionale insieme ad un solo altro italiano, del Trentino, col quale ha portato a termine, in passato, altre scalate. Si avvarranno del supporto e dell’assistenza degli Sherpa, guide-alpiniste locali, la cui presenza è resa obbligatoria dal governo nepalese.
Pirina ha con sé il vessillo del Comune di Arzachena, ufficialmente consegnatogli, lo scorso 29 agosto, dall’assessora al turismo, Claudia Giagoni, durante la presentazione della spedizione alpinistica, avvenuta in piazza Risorgimento, organizzata e moderata dalla giornalista Isabella Chiodino.
Pirina sarà naturalmente anche il medico di una spedizione che comporterà difficoltà notevoli tanto per le pendenze da superare, particolarmente in alta quota, quanto per le mutevoli e avverse condizioni climatiche compreso il gran freddo da sopportare.
Per questo lui e i suoi compagni saranno dotati di un adeguato equipaggiamento (oltre a quello tecnico adatto per questo tipo di scalate), tanto necessariamente pesante quanto ingombrante, a cominciare da una tuta in piuma d’oca del peso di circa 5 kg adatta per temperature fino a 50 gradi sottozero; per proseguire con 2 stivaloni di circa 2 kg e mezzo l’uno, che tengono caldi i piedi fino al 40° sottozero. Il tutto però, ha sottolineato Ivan Pirina, «se si è in movimento; da fermi ci sono altri indispensabili accorgimenti da adottare».
Quella alla quale parteciperà l’alpinista arzachenese sarà anche «una spedizione ad alto rispetto dell’ambiente», ha assicurato il 49enne, sia per quanto riguarda contenitori utilizzati, plastiche, contenitori e residui di cibi (che ad alta quota saranno liofilizzati) sia per quanto concerne i bisogni fisiologici. Il tutto sarà impacchettato in speciali contenitori che saranno riportati al campo base.