Terralba, la borgata di Marceddì passa al Comune: dopo dodici anni si chiude l’iter
Approvata la delibera che sancisce il trasferimento definitivoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Qualche settimana fa c’era stata la comunicazione da parte dell’assessore agli enti locali Francesco Spanedda che l’iter tecnico , lungo e farraginoso, si era finalmente concluso: ora il passaggio di proprietà della borgata di Marceddì al Comune di Terralba è finalmente realtà. Dopo attese, rinvii, passaggi tecnici, ma anche diverse polemiche sulla paternità della positiva chiusura della pratica, la Giunta regionale guidata dalla presidente Alessandra Todde ha approvato ieri la delibera che sancisce il trasferimento definitivo dell’area dal patrimonio della Regione all’amministrazione comunale.
A darne notizia è il consigliere regionale oristanese e presidente della Commissione Attività produttive, Antonio Solinas (Pd). «Dopo quasi dodici anni si è finalmente concluso il trasferimento della borgata di Marceddì dal Patrimonio Regionale al Comune di Terralba – afferma Solinas –. Sembrava un obiettivo irraggiungibile, ma grazie al lavoro avviato dalla Giunta Pigliaru e in particolare dall’assessore Cristiano Erriu, la Giunta regionale ha deliberato il trasferimento al costo simbolico di un euro. Ora si deve lavorare al risanamento ambientale e alla valorizzazione della borgata. Sono certo che un’azione coordinata tra Regione e Comune porterà i risultati che tutti auspichiamo».
Grande soddisfazione anche da parte del sindaco di Terralba, Sandro Pili, che negli ultimi anni ha più volte sollecitato la conclusione dell’iter evidenziando l’importanza storica e strategica dell’operazione. «È un un passaggio fondamentale – sottolinea- che ci consentirà finalmente di programmare interventi concreti per il recupero e la valorizzazione di Marceddì». Il sindaco ha ribadito come il trasferimento fosse una condizione indispensabile per poter accedere a finanziamenti e progettualità: «Finché la borgata non era di proprietà comunale, ogni intervento risultava complicato o impossibile. Ora possiamo guardare avanti con una prospettiva nuova».
Pili ha inoltre evidenziato la volontà dell’amministrazione di avviare un percorso condiviso con cittadini, operatori e associazioni: «Marceddì è un patrimonio identitario, ambientale e culturale. Il nostro obiettivo è restituirle dignità, servizi e opportunità di sviluppo sostenibile».
