Estendere il credito d’imposta per le aziende e i professionisti che scelgono di investire nelle zone della Sardegna a rischio spopolamento per arrivare a ricomprendere i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti.

È la proposta presentata dall’assessore regionale alla Programmazione e Bilancio Giuseppe Meloni e approvata dalla Giunta Todde, per l’aggiornamento delle direttive di attuazione dell’articolo 13 della legge regionale 3/2022 che riguarda appunto le misure di contrasto allo spopolamento, modificato dalla legge di stabilità 2026. La proposta, come detto, interviene sul credito di imposta, il beneficio fiscale che consente a imprese, lavoratori autonomi e professionisti di compensare una parte delle imposte dovute, riducendo così il peso fiscale per chi opera nei territori agevolati.

La novità più rilevante riguarda l’estensione della misura ai comuni della Sardegna con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti al 31 dicembre dell’anno d’imposta di riferimento. La precedente soglia era fissata a 3.000 abitanti, con riferimento al 31 dicembre 2020.

«Con l’aggiornamento delle direttive, – spiega una nota di Villa Devoto - la misura si allinea alla realtà demografica dei comuni sardi, perché il dato sulla popolazione sarà aggiornato in modo dinamico anno per anno. Sulla base dei dati demografici al 31 dicembre 2024, anno di riferimento per il prossimo avviso, l’innalzamento della soglia da 3.000 a 5.000 abitanti amplia in modo significativo la platea territoriale: ai 278 Comuni sotto i 3.000 abitanti si aggiungono infatti 38 Comuni compresi tra 3.000 e 5.000 residenti. Più comuni interessati significa più imprese, lavoratori autonomi e professionisti che potranno accedere all’agevolazione, secondo i requisiti previsti dalle direttive e dagli avvisi attuativi».

«Questa proposta, che riguarda le iniziative produttive nuove o esistenti - ha spiegato l’assessore Meloni - è una scelta politica chiara: contrastare lo spopolamento significa creare le condizioni affinché, nei piccoli Comuni, un’impresa possa continuare a investire, o chi apre un’attività o porta avanti una professione possa farlo col giusto sostegno. Con l’estensione della soglia ai comuni fino a 5.000 abitanti allarghiamo la possibilità di accesso a una misura che realmente agevola le attività produttive dei territori. È una scelta coerente con il nostro programma di governo e con l’impegno assunto per rendere abitabili tutti i territori dell’isola, a partire da quelli più fragili. Ogni attività che resta aperta – continua l’assessore - ogni professionista che continua a operare in un paese, contribuisce a tenere viva una comunità. Per questo – conclude Meloni – dobbiamo rendere gli strumenti regionali più accessibili, più aggiornati e capaci di rispondere alle necessità reali».

Tra gli elementi previsti dall’aggiornamento vi è anche un’altra novità rilevante: la modifica del parametro di calcolo per le società di persone che rende la misura più appetibile anche per questa tipologia di soggetti. Il contributo potrà infatti essere fruito nella misura del 40 per cento anche con riferimento alla somma dell’IRPEF dovuta dai singoli soci, secondo quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e regolarmente versata, purché dal modello Redditi risulti che il socio possieda solo la partecipazione alla società che richiede il contributo.

L’attuazione sarà affidata, per le rispettive competenze, all’Agenzia Sarda delle Entrate e alla Direzione generale dei Servizi Finanziari, anche attraverso le necessarie convenzioni o accordi con l’Agenzia delle Entrate.

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