Prende il via la nuova rassegna “Santa Giusta Sound 2026”: sul palco oltre sessant’anni di musica sarda
Saranno cinque giovedì che metteranno in relazione passato e presente senza trasformare la memoria in semplice nostalgiaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sul palco oltre sessant’anni di musica sarda. Da oggi 27 agosto al primo ottobre, Corte Figus, a Santa Giusta, ospita “Santa Giusta Sound 2026”. Cinque giovedì che metteranno in relazione passato e presente senza trasformare la memoria in semplice nostalgia, una rassegna promossa dal Comune e organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
«Questo evento - afferma il sindaco Antonello Figus - rappresenta un progetto culturale che nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di valorizzare una parte significativa della storia e dell’identità della nostra comunità. Santa Giusta ha espresso, nel corso dei decenni, esperienze artistiche e musicali di grande rilievo, capaci di contribuire in maniera importante alla crescita della scena culturale sarda. Con questa rassegna intendiamo recuperare e restituire alla collettività una memoria che appartiene al paese, mettendola in relazione con il presente e rendendola accessibile anche alle nuove generazioni. La cultura, in questo senso, diventa uno strumento di conoscenza, partecipazione e rafforzamento del senso di appartenenza».
«Santa Giusta Sound - dichiara invece il direttore artistico Nicola Urru - prende vita da un incontro tra due amici che non si vedevano da quarant’anni. Chi è più giovane probabilmente non conosce il grande fermento musicale che, in quegli anni, animava Santa Giusta e la quantità di artisti ed esperienze che ruotavano attorno a questo piccolo centro. Il nostro obiettivo è recuperare quella memoria, farla rivivere a chi l’ha conosciuta e soprattutto raccontarla alle nuove generazioni. Partiamo dalla musica, con artisti che hanno dato lustro alla nostra terra, come i Salis, i Barrittas e Antonio Lotta, fondatore dei Janas, ma l’idea è quella di costruire nel tempo un progetto più ampio, capace di abbracciare anche teatro e arti visive. Come direttore artistico - conclude Urru - cercherò di mettere a disposizione di Santa Giusta tutta l’esperienza maturata in oltre quarant’anni al Teatro alla Scala di Milano, dove ho lavorato fino al 2024 come responsabile del reparto audiovisivi. L’ambizione è far crescere Santa Giusta Sound anno dopo anno, mantenendo salde le sue radici ma aprendolo a nuovi linguaggi, nuovi artisti e nuove generazioni».
Il primo appuntamento è in programma questa sera alle 21 con The Master Trio, portando il pubblico dentro le atmosfere del jazz. Sarà una partenza che chiarisce subito l'impostazione della rassegna: non rinchiudere il “sound” di Santa Giusta in un solo genere, ma considerarlo e vederlo come uno spazio aperto all'incontro tra esperienze musicali differenti. Il legame più diretto con la memoria musicale del paese arriverà giovedì 10 settembre con “La Notte dei Salis”, alle 21.
Una serata che riporterà idealmente Santa Giusta alle origini di quel suono e alla vicenda artistica dei fratelli Antonio e Francesco Salis, protagonisti di un percorso che ha lasciato un segno nella storia del rock e del progressive sardo. Il viaggio proseguirà giovedì 17 settembre, sempre alle 21, con il concerto dei Barrittas. Una formazione che occupa un posto particolare nella storia della musica sarda. Giovedì 24 settembre toccherà ad Antonio Lotta con lo spettacolo “Le radici dei Janas”. Compositore e polistrumentista, Lotta è un altro degli artisti che permette di collegare stagioni apparentemente lontane della musica sarda. A chiudere Santa Giusta Sound 2026, giovedì primo ottobre, sarà Nicola Urru con “Racconti e canzoni”, appuntamento che ripercorre una carriera lunga quasi cinquant’anni tra musica, teatro e sperimentazione.
