Oristano, la battaglia della maestra di ballo contro gli haters: «Espongo chi mi insulta»
La denuncia di Francesca Urru, titolare della scuola Bailemos di Oristano: «Basta giudizi sul corpo delle donne, bisogna smascherare chi offende»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il commento più gentile è forse «sei una chiattona». Perché si legge di tutto: «copriti», «vai a zappare», «fai prima la dieta», «grassa», «ma come ti vesti», «ecco le scuola delle obese», «purtroppo i manicomi sono chiusi» e tanto altro. Offese, in alcuni casi molto pesanti. Soprattutto sull'aspetto fisico. Da parte di uomini, ma anche di donne.
Il caso
Sotto attacco da tempo c'è Francesca Urru, titolare della scuola di ballo Bailemos, ad Oristano. Le offese vengono pubblicate sulla pagina Facebook della scuola. Prima l'insegnante leggeva e lasciava perdere, ora invece non solo risponde, sempre in maniera gentile e garbata, ma pubblica le offese anche sul suo profilo personale. «Il motivo? Per far vedere a tutti chi sono queste persone che si divertono a offendere me e le mie allieve - racconta - Ma anche perché bisogna difendersi. Se tutte stiamo buone e zitte, alla fine sarà sempre peggio. Vuol dire che accettiamo questo modo di fare che invece va fermato. Io ci provo così, smascherando queste persone con evidenti problemi».
La storia
Francesca Urru, 42 anni, residente ad Oristano, è una maestra di ballo da tantissimi anni. Per raccontare la sua attività, ogni giorno sui social posta le lezioni con le sue allieve, sia le bambine che le signore over 50. Balli di ogni genere, coreografie, ma anche gag simpatiche. Puntualmente arrivano però anche tanti insulti, sia nella pagina Facebook della scuola che privatamente. «Principalmente criticano il mio aspetto fisico, io però sono magra, per nulla sovrappeso, sono muscolosa che è diverso. Ma non mi sono mai vista in forma, come per la maggiore parte delle donne. Ma criticano anche per gli abiti che indosso, senza capire forse che si tratta di una scuola di ballo - racconta - Durante gli allenamenti non mi posso di certo mettere il maglione. Per molti il mio abbigliamento sarebbe inadeguato. Io amo il mio lavoro e cerco di raccontarlo nei migliori dei modi, ma ciò che ogni volta succede è assurdo. Non possiamo non essere libere di pubblicare delle foto perché siamo circondati da persone che offendono senza motivo. Le donne si devono amare di più e nessuno deve permettersi di giudicare».
I limiti
Le offese sono rivolte spesso anche alle allieve, quelle più grandi: «Tante sono terrorizzate - racconta ancora Francesca Urru - non vogliono essere più fotografate perché hanno paura dei commenti offensivi. Non possiamo vivere avendo paura di questa gente senza cervello che crea dei danni. Io mi sono stancata, ecco perché da alcuni mesi pubblico sulla mia pagina Facebook tutte le offese che ricevo, con anche il nome di chi le scrive. Poi blocco queste persone. Spero che prima o poi tutto questo finisca. Ci sono donne più deboli di me che non riescono a sopportare certe offese E anche io in alcuni casi, ho dovuto farmi aiutare». Spesso Francesca Urru ha pensato anche di querelare diverse persone: «Ma poi il legale al quale mi sono rivolta mi ha scoraggiato - racconta - e alla fine ho deciso di provare a difendermi da sola. Basta con questi giudizi sulle donne e sul loro corpo. I commenti che mi fanno più male? Sono quelli delle donne».
