Oristano, la Asl punta sulle sterilizzazioni per frenare il randagismo
I numeri danno la misura del fenomeno: attualmente sono oltre 200 i cani presenti nei canili dell’Oristanese e circa 300 i gatti distribuiti nelle colonie felinePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Meno cucciolate indesiderate, meno animali nei canili e nelle colonie feline, meno randagismo. È questa la direzione del nuovo piano triennale della Asl 5 di Oristano, che mette in campo la sterilizzazione gratuita dei cani ospitati nei canili della provincia e dei gatti appartenenti alle colonie feline regolarmente autorizzate e registrate nella banca dati nazionale.
«Il piano – spiega Giuseppe Sedda, direttore del servizio veterinario di Anagrafe canina e randagismo della Asl 5, che ne cura il coordinamento – si sviluppa attraverso la convenzione con una clinica veterinaria che sterilizzerà gratuitamente i cani ospitati nei canili della provincia per poterli condurre a un’adozione consapevole». Lo stesso intervento riguarderà i gatti delle colonie feline.
I numeri danno la misura del fenomeno: attualmente sono oltre 200 i cani presenti nei canili dell’Oristanese e circa 300 i gatti distribuiti nelle colonie feline, anche se si tratta di dati dinamici. Per chiedere la sterilizzazione, i titolari delle strutture dovranno rivolgersi al Comune di residenza, che inoltrerà la richiesta alla Asl.
Sul fronte canino, qualcosa si è già mosso. «Negli ultimi cinque anni c’è stata una riduzione di circa il 25 per cento dei cani randagi», rileva Sedda, collegando il risultato al lavoro di microchippatura degli animali di proprietà. Il problema, però, si sta spostando sempre più sui gatti: «È in aumento il randagismo felino», osserva il veterinario, ricordando che la microchippatura, pur gratuita, non è obbligatoria per legge.
Per Grazia Cattina, direttrice generale della Asl 5, la partita riguarda anche i bilanci pubblici: «Il fenomeno del randagismo ha implicazioni sociali ed economiche importanti». Per riuscire a sterilizzare tutti gli animali, sottolinea, «è fondamentale la collaborazione fra Asl e Comuni».
