Oristano, i pescatori degli stagni: «Siamo soli e abbandonati»
Da Cabras a San Vero Milis, passando per Santa Giusta, Arborea e Terralba monta il malcontento per le condizioni delle infrastrutturePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Passerelle arrugginite, griglie consumate con fori enormi che permettono il passaggio del novellame, pedane di legno saltate, camminamenti danneggiati e paratie avvolte dal calcare. Una fotografia scattata nelle peschiere dai presidenti dei compendi che gestiscono gli stagni dell'Oristanese.
Da Cabras a San Vero Milis, passando per Santa Giusta, Arborea e Terralba. Una situazione denunciata pochi giorni fa dal consigliere regionale Emanuele Cera e confermata da chi in queste strutture trascorre le giornate. «La Regione ci ha snobbato - gridano i pescatori - Siamo soli, con tanti problemi da affrontare». L'allarme Cera pochi giorni fa ha presentato un'interrogazione rivolta all'assessore all'Agricoltura per chiedere interventi immediati per la manutenzione e la messa in sicurezza delle peschiere.
Nel documento si legge la parola "deterioramenti". «E ha ragione - si sfoga il presidente del Consorzio di Is Benas, Raffaele Manca, territorio di San Vero Milis - Per rendersi conto di cosa sta succedendo basta percorrere qualche metro intorno alla peschiera. Le grate in pvc che dovrebbero trattenere il novellame in attesa della pesca sono consumate. Anziché essere di tre centimetri, sono di uno solo. Come mai? Se le tocchiamo, si spaccano. Il ferro presente nelle passerelle è arrugginito, non è per niente una struttura sicura. Se qualcuno cade si fa male. Ho informato di tutto questo la Regione, con tanto di foto, ma stiamo ancora aspettando un intervento».
Emanuele Cossu, presidente del Consorzio che gestisce la laguna di Santa Giusta, si infuria quando inizia a parlare della situazione che sta vivendo da anni: «La maggior parte delle griglie in acciaio, che tre anni fa abbiamo sostituito grazie a un finanziamento di un milione di euro da parte della Regione per il risanamento della struttura, si è rivelata un vero fallimento. Fin da subito hanno iniziato a presentare dei fori che poi si sono allargati sempre di più. Non conto il pesce che abbiamo perso».
A Santa Giusta i pescatori si sono dovuti organizzare da soli: «Abbiamo speso circa ottanta mila euro per ricomprare le griglie - spiega Cossu – circa 150. Tutto questo silenzio è gravissimo. Come è possibile che nessuno sia mai intervenuto per capire perché le grate installate dalla Regione abbiano dato questo pessimo risultato? Di qualcuno la colpa dovrà essere. Una cosa è certa: alle prossime elezioni regionali da noi nessuno avrà un voto». Paratie da pulire Dallo stagno di Marceddì, nel terralbese, alza la voce il presidente del compendio Antonio Loi: «La terza peschiera è morta. Le sette paratie non funzionano perché sono completamente ricoperte di calcare e non permettono il ricambio dell'acqua. È necessario un intervento per risanare questa parte dello stagno. Le lagune sono patrimonio di tutti, forse qualcuno dimentica questo aspetto».
