Non si sentirà più diverso e, soprattutto, potrà comunicare e farsi capire. Per un bambino di nove anni, sordo dalla nascita, che frequenta una scuola elementare cittadina, arriverà il supporto necessario per poter comprendere le lezioni. Questo è quanto prevede l'accordo trovato due giorni fa tra il legale della famiglia del bambino e quello del Comune di Oristano, che sarà in vigore a partire dal prossimo 18 febbraio. Il Comune rispetterà quindi il Piano educativo del bambino, garantendo 27 ore settimanali di assistenza alla comunicazione in lingua dei segni.

E non 29 come i genitori avevano richiesto all'amministrazione comunale inizialmente, alla luce del fatto che nel Pei si legge che, per assicurare il diritto all'istruzione di un bambino con una grave sordità, sono necessarie 30 ore. Le due ore che mancano sono quelle che si svolgono in palestra, motivo per il quale l'assistenza non è necessaria. Una triste storia che si conclude quindi con un lieto fine. Ma non dopo pochi intoppi. «Causa conclusa - commenta l'avvocato della famiglia Francesca Macis  - il Comune attiverà la prossima settimana l'assistenza alla comunicazione Lis in favore del minore per le ore richieste». 

La vicenda ha inizio diversi mesi fa. I genitori avevano deciso di affidare la vicenda all'avvocato perché dal Comune continuavano a ribadire che i fondi non erano sufficienti per attivare il servizio. Il 10 ottobre l'avvocato ha inviato la prima diffida, chiedendo l'attivazione immediata del servizio. La seconda è stata inviata alla fine di ottobre, visto che nel frattempo non c'era stato alcun riscontro. Poiché il problema non era stato risolto, l'avvocato aveva presentato un ricorso al Tribunale di Oristano. Il sei dicembre è arrivata la sentenza che condannava il Comune ad intervenire. Poi, però, l'Ente aveva presentato ricorso contro l'ordinanza. Secondo il Comune la giurisdizione spettava al Tar e non al Tribunale di Oristano. Ora, però, le parti hanno trovato l'accordo.

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