Le comunità di Sedilo e Bosa, si sono strette in un unico, commosso abbraccio, per dare l’ultimo saluto a don Paolino Fancello, “il sacerdote del popolo”. La cerimonia funebre,  che si è svolta a Sedilo suo paese natale, è stata  presieduta dal vescovo della diocesi di Alghero‑Bosa, Mauro Maria Morfino, alla presenza di numerosi sacerdoti, delle confraternite locali e di quelle di Tresnuraghes, parrocchia dove don Paolino aveva svolto il suo ministero per vent’anni. In prima fila tanti amministratori del territorio, tra cui i sindaci Salvatore Pes di Sedilo, Alfonso Marras di Bosa e Gianluigi Mastinu di Tresnuraghes.

Anche il mondo dello sport  al completo gli ha voluto rendere omaggio. Presenti le delegazioni della Calmedia, società da lui fondata, e del Cs. Bosa, guidate dai presidenti Tore Marche e Vincenzo Cuccuru. Nell’omelia, il vescovo Morfino ha ricordato la profondità del suo agire.«L’eredità che lascia non è da sperperare come ’annunciatore più autentico del Vangelo. La sua è stata una vita ben riuscita». Toccante i messaggi di Alessandro Ibba di radio Planargia e l'ex allenatore della Calmedia Bernardo Amicuzzi.

Tra i più commossi, l’ex atleta e figlioccio Mariano Masala, legatissimo al sacerdote. A coprire la bara la “sua” maglia numero otto e il Vangelo. Don Paolino lascia un vuoto profondo, ma anche un esempio che resterà vivo nel cuore di tutti.

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