I sindaci dell’Unione dei Comuni della Planargia  hanno  eletto il nuovo presidente, ma non ritrovano l’unità con la guida di  Massimo Falchi, sindaco di Suni. Soltanto  cinque Comuni gli hanno dato fiducia: Suni, Tresnuraghes, Flussio, Modolo e Sagama. Gli altri quattro (Bosa, Montresta, Tinnura e Magomadas),  non hanno partecipato al voto.

Una scelta spiegata da  Alfonso Marras, Piero Fadda, Salvatore Salis, Angelo Masia. «La decisione – scrivono-  è maturata a seguito delle interlocuzioni dei giorni precedenti, confronto però  non concluso. Era emersa la volontà di proseguire il dialogo – spiegano-  per individuare una candidatura realmente condivisa e rappresentativa dell’intero territorio. Riteniamo che vi fossero ancora le condizioni per raggiungere una soluzione unitaria». La critica principale riguarda il metodo. «Si è deciso di procedere,  senza che venissero adeguatamente valutate le proposte alternative emerse durante il confronto. Il nostro obiettivo non è creare contrapposizioni, ma contribuire a unire il territorio. La presidenza  deve nascere da un percorso inclusivo, fondato sul dialogo e sulla ricerca della più ampia condivisione». Infine, un dato politico rilevante. «I quattro Comuni che chiedono un percorso più condiviso rappresentano almeno il 70% dei cittadini dell’Unione». Dal canto suo, il presidente Massimo Falchi va avanti, tracciando la linea del  mandato. «La mia sarà un’azione all’insegna della continuità, volta a valorizzare il territorio, favorire la coesione e potenziare le funzioni associate, anche al fine di snellire gli uffici comunali».

Falchi ha richiamato le sfide del territorio: «L’azione dell’Unione è l’ingrediente per superare i limiti oggettivi dovuti a spopolamento e denatalità, che affliggono le nostre comunità».

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