Una pecora seduta e tenuta per il collo da un allevatore, un modo per permettere agli esperti di valutare le mammelle. Un'immagine forte che arriva da Ollastra e che, in poche ore, ha fatto il giro del web, arrivando anche agli occhi del famoso attivista animalista Enrico Rizzi, impegnato da anni nella difesa dei diritti degli animali. La tradizionale Fiera del bestiame, che si è tenuta lo scorso 25 aprile, si è conclusa con numeri da record, vista l'importante presenza di partecipanti, ma anche con una polemica sollevata da Rizzi che critica fortemente il comportamento degli allevatori.

«In una fiera regionale - scrive sul suo profilo Facebook l’attivista - nessun organo di polizia è intervenuto per spiegare a questa persona (definirla tale è già tanto per me) che gli animali non si trattano come schiavi e vanno gestiti in modo umano, non disumano. Che schifo. Che vergogna. Qualcuno non riesce proprio a evolversi».

Un post che in poche ore ha ottenuto migliaia di like, tanti commenti e condivisioni. Le ragioni sono diverse, ma la maggior parte degli utenti del web si schiera contro i sardi. «Sono orgogliosa di essere sarda, ma mi dissocio completamente da azioni come questa, in cui gli animali vengono trattati come merce senza rispetto», scrive, ad esempio, una donna.

Sul caso interviene il sindaco di Ollastra, Osvaldo Congiu: «Conosco bene la vicenda, visto che sta spopolando sui social. E tutto questo mi dispiace. Non sono del settore, ma posso assicurare che le pecore sono state trattate benissimo e non ho visto alcun maltrattamento.  Altrimenti non avrei esitato un momento prima di denunciare la vicenda. Del resto, ho capito che utilizzano questo metodo perché è l'unico modo per far ammirare le mammelle. Ci tengono così tanto al benessere degli animali che, nonostante la presenza del mangime messo a disposizione dalla Fiera, gli allevatori utilizzano il loro, proprio perché gli animali seguono un'alimentazione precisa. Ho visto una cura maniacale».

Non è la prima volta che Rizzi interviene su vicende che riguardano l'isola. Aveva già puntato il dito contro il Carnevale di Ovodda, un anno fa, quando un cammello di nome Rodolfo era stato fatto sfilare per le vie del paese. Rizzi aveva duramente criticato l'evento, denunciando presunti maltrattamenti e definendo "indecente" l'uso dell'animale in un contesto di festa popolare.

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