Il grande sorriso di sa prima pandela Danilo Pes e le strette di mano affettuose prima con i suoi aiutanti Matteo Falchi e Andrea Mureddu, ma soprattutto quelle con i familiari, amici e compaesani che si complimentano con loro, hanno il potere di stemperare di colpo, poco prima delle 20, tutta la tensione accumulata durante la corsa. L'allevatore sedilese ha coronato con successo il suo atto di fede e il sogno da bambino, archiviando l’Ardia del 6 luglio con grande soddisfazione: ha sciolto il voto a San Costantino su incarico del parroco don Maurizio Demartis che può andare fiero della sua scelta.

L’attesa era stata come sempre ricca di emozione sin dalla consegna dei vessilli in piazza San Giovanni gremita di pubblico, con i fucilieri chiamati a scandire le diverse tappe di un rito, quello dell’investitura, carico di trepidazione. Il tragitto dal paese al santuario è servito per pregare al santo affinchè tutto andasse bene e definire le ultime strategie, mentre a "su Frontigheddu" il gran lavoro delle scorte è stato importante e necessario per arginare la pressione dei cavalieri. Quando poi, alle 19,10, Danilo Pes si è fiondato a a folle andatura dalla ripida collinetta che guarda al Lago Omodeo attraversando velocissimo l' arco di San Costantino, il silenzio dell'attesa si è trasformato rapidamente in un boato di gioia. L’entusiasmo della folla vociante ha accompagnato il rumore degli zoccoli caldissimi di “Tenaghe” che si è arrampicato superbo sino al santuario fra due ali di un pubblico eccezionale nonostante il giorno feriale.

Alle spalle del primo stendardo sono arrivate, pure loro velocissime, le due bandiere Matteo Falchi con “Chirilla” e Andrea Mureddu in sella a “Deodorada. I battistrada erano tallonati dalle scorte Giambattista Carboni, Giuseppe Carboni Paolo Mureddu, i fedelissimi guardiani sono stati chiamati all’arduo compito di tenere a bada il gruppone dei cavalieri ed amazzoni sedilesi. I giri dispari attorno al Santuario, hanno anche plasticamente sancito ancora una volta il legame forte fra il popolo dell’Ardia e il capocorsa, che ha dovuto faticare non poco per accontentare tutti i fedeli che alzavano le braccia per toccare e baciare la bandiera. Lo scatto improvviso e telecomandato d’intesa con Falchi e Mureddu ha reso ancora emozionante e da brividi la discesa fino a "sa Muredda". Qui il rituale dei giri in senso orario e antiorario si è ripetuto e, quando era il momento propizio, Danilo Pes ha deciso di risalire nuovamente al galoppo sfrenato sino alla chiesa per la conclusione di un’Ardia perfetta senza sbavature.

Circondati da tutti i cavalieri per ricevere saluti e complimenti non certo di circostanza, i tre capicorsa hanno ringraziato tutti con il volto e disteso di chi sa di aver onorato il santo guerriero.

La messa di ringraziamento celebrata nel santuario alla presenza delle stesse bandiere, ha sancito il toccante momento religioso ben accompagnato dal coro San Francesco di Sedilo. Dopo il rito religioso, la rituale corsa sfrenata ancora verso Su Frontigheddu ha sancito la chiusura della prima parte dell’Ardia 2026.

Soddisfazione per una corsa senza nessun problema è stata espressa dal sindaco Salvatore Pes che ha assistito alla corsa davanti al santuario. «Tutto è andato molto bene – ha evidenziato Pes- tutti hanno contribuito a rendere eccezionale il clima di festa».

Da considerarsi positivo anche il lavoro di tutta la macchina organizzativa e della sicurezza svolto in maniera impeccabile. Compito non facile per i componenti dell’associazione Santu Antinu guidata da Angelo Porcu, dell’associazione “ fusileris” capeggiata da Salvatore Pisanu , protezione civile, vigili urbani e delle forze dell’ordine di polizia, carabinieri, guardia di finanza , forestale che in maniera discreta hanno controllato che tutto andasse al meglio.

Con identico rituale si ripete l’Ardia domani mattina, quella più intima ma non meno attesa. Alle 7.30, in piazza San Giovanni, nuova consegna de Sas Pandelas ai capicorsa da parte del parroco, che precederà l’ Ardia delle 8, accompagnata dai fucilieri e dalla banda musicale di Villanova Monteleone. Nel pomeriggio, alle 18.30, i vespri solenni in parrocchia anticiperanno la processione di San Costantino per le vie del paese, uno dei momenti più sentiti dell’intera festa e alla quale prenderanno parte anche i capicorsa.

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