Ci vorrà qualche anno prima che si passi alla fase operativa ma la certezza è che finalmente si sta lavorando alla risoluzione dell’emergenza idrica nel Barigadu e nel Mandrolisai. Tanti i disservizi che lamentano da tempo i cittadini di questo territorio, ma dopo anni sono arrivate proposte concrete.  Giovedì sera ad Ardauli il presidente di Abbanoa Giuseppe Sardu insieme al direttore Stefano Sebastio e all’ingegnere Francesca Zaru ha infatti mantenuto gli impegni presi ad agosto e si è presentato al cospetto di amministratori e cittadini per fare il punto sulla situazione nell’incontro coordinato dalla sindaca Tina Fadda. Hanno quindi presentato diverse soluzioni progettuali che prevedono il rifacimento dell’intera condotta. Lavori che complessivamente raggiungono i 30 milioni di euro per circa 20 chilometri.

«Si tratta di un territorio delicato e alcune scelte sono importanti anche dal  punto di vista ambientale. Siamo davanti a zone di particolare pregio, soggette a tutela. La struttura interna di Abbanoa con un team di professionisti ha messo in campo diverse proposte progettuali. La proposta che vi faccio è di rivederci ad inizio estate per rendicontare alle comunità come stiamo procedendo»,  ha esordito Sardu. Quindi ad entrare nel dettaglio delle progettazioni è stata l’ingegnere Zaru. Oggi le condotte in cemento amianto e polietilene presentano tante criticità e sono soggette a rotture frequenti. I tratti più critici  quelli tra il partitore di Neoneli e quello di Ula Tirso e la tratta potabilizzatore di Torrei-partitore S’Aulè. Per la progettazione Abbanoa ha già avuto un finanziamento di 551 mila euro.

Diverse le alternative proposte: la posa di una nuova condotta in ghisa sferoidale affiancata a quella esistente per circa 23 milioni e mezzo di euro, la posa di una nuova condotta in sostituzione (la più gettonata da tutti) per poco meno di 27 milioni di euro, il relining che consiste nel posizionamento di una nuova condotta all’interno di quella esistente per circa 25 milioni di euro. Le incognite sono le procedure espropriative e vincoli paesaggistici, idrogeologici e ambientali. E proprio in virtù di questi, ma anche pensando ai benefici ambientali con la rimozione delle turnazioni in amianto, la sostituzione della condotta esistente sembrerebbe più opportuna «Per il finanziamento Egas sta presentando il progetto al ministero delle infrastrutture per ottenere 26.813 milioni attraverso il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico. Se non dovesse arrivare siamo ponti ad intervenire con fondi di Abbanoa», ha chiarito Sardu.

Pronti ad intervenire dalla Regione. «Da parte nostra c’è l’impegno politico a fare in modo che la Regione metta a disposizione le somme necessarie che scaturiranno dalla progettazione», ha detto Salvatore Cau. Il collega Antonio Solinas ha aggiunto: «Per un investimento come questo, al di là delle strumentalizzazioni, credo si debba pensare a risorse fuori dal bilancio ordinario della Regione».  Perplessità sono state espresse dal sindaco di Busachi Giovanni Orrù: «Già nel 2024 Egas aveva tentato per un finanziamento simile ma non era andato a buon fine». Il collega di Ula Tirso Danilo Cossu ha chiesto ad Abbanoa di dare sicurezze sull’approvvigionamento idrico in attesa che l’intervento venga realizzato. Al riguardo Sardu ha assicurato che si metteranno in funzione risorse locali, riattivando vecchi pozzi, realizzandone di nuovi.  Appuntamento quindi ad inizio estate.

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